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Fuori Salone di Milano, i giovani baresi di Lan a lavoro per la Città Vegetale

Architetti e ingegneri costruiranno una installazione fatta di canna, calce, canapa e pietra naturale. La loro opera farà parte della "Green Utopia": 2000 metri quadri di architettura 'verde' in risposta alle esigenze di sostenibilità contemporanee

Una città vegetale di duemila metri quadri nella Fabbrica del Vapore di Milano. Un progetto ambizioso che vedrà coinvolto anche un gruppo di giovani architetti e ingegneri baresi di Lan (Laboratorio Architetture Naturali) in occasione del Fuori Salone del Mobile, che si terrà dall’8 al 15 aprile nel capoluogo lombardo. 

Un evento che dà valore all’esperienza che il laboratorio barese ha maturato in questi anni grazie all’attivazione di Francesco Poli, che tempo fa decise di avviare una sperimentazione sui materiali naturali e di riciclo applicati all’architettura, al design e all’arte tramite la realizzazione di opere  architettoniche. Come quella che realizzeranno la prossima settimana a Milano nel celebre complesso manifatturiero, concorrendo alla creazione di  “Green Utopia”: una vera e propria città vegetale capace di raccogliere progetti architettonici sostenibili da ogni parte dell'Europa..  

Il gruppo barese realizzerà un’installazione fatta di canna, calce, canapa e pietra naturale, con la collaborazione di due aziende pugliesi: la Pedone Working, che a Bisceglie ha in cantiere il primo complesso residenziale in Europa con involucro in canapa e calce e la Manzi Marmi, leader nella produzione e innovazione di manufatti in pietra. “L’opera – spiega Marina Leuzzi, ingegnere 27enne di Trani -  sarà una cupola composta da uno scheletro di canne arundo donax, pianta caratteristica per leggerezza e flessibilità, che andranno a fissarsi in un basamento di pietra naturale.  La struttura sarà infine completata da una copertura composta da un impasto di calce e canapa”.

“L’esperienza che come Lan abbiamo sviluppato in questi anni  - continua Leuzzi - ci spinge ad affermare che la prospettiva di una architettura vegetale non debba essere considerata bucolica o immaginaria, ma una realtà vera, operativa, capace sin d’oggi di rappresentare una risposta all’esigenza di sostenibilità del nostro territorio”.

Il  Fuori Salone di Milano ospiterà al mattino laboratori e workshop sui temi dell’ autocostruzione, mentre di sera spazio a proiezioni, musica e teatro. E chissà che la "Green Utopia" milanese possa presto dare il suo frutto anche a Bari. Del resto l’opportunità del nuovo piano regolatore offre spazi enormi, a patto che la politica voglia farsene carico. Ma questa è un’altra storia.

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