Intesa Sanpaolo-Ubi Banca, dalla fusione benefici per il Mezzogiorno: nuova direzione regionale a Bari e ingresso di giovani meridionali nel gruppo

Nel progetto di integrazione risvolti importanti anche per la città di Bari. Messina: “L’operazione ha valenza strategica”

Carlo Messina, CEO e Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo

Una nuova direzione regionale a Bari con una facoltà di credito fino a 50 milioni di euro e l’assunzione di giovani nel Sud Italia. Sin dal 17 febbraio, giorno in cui Intesa Sanpaolo ha lanciato l’Operazione pubblica di scambio (Ops) su Ubi Banca, la Puglia e il Mezzogiorno sono stati al centro di un progetto di integrazione che prevede una serie di iniziative finalizzate a valorizzare ulteriormente il legame che il nuovo Gruppo avrà con i territori di appartenenza e con le sue comunità. Lo dimostra ancor di più la previsione di ulteriori erogazioni di credito per 10 miliardi di euro all'anno nel triennio 2021-2023, per un totale di 30 miliardi.

In attesa del semaforo verde dell’Antitrust, Carlo Messina, Ceo e Consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, ha di recente ribadito la «valenza strategica dell’operazione» e il suo «significato per il sistema bancario italiano ed europeo». Insomma, Ca’ de Sass ha tutte le intenzioni di continuare a giocare la partita della fusione con Ubi ed è disposta a chiuderla anche con adesioni pari al 50% più un’azione. Numerosi analisti hanno confermato che l’operazione pubblica di scambio presentata da Intesa Sanpaolo rappresenta la migliore opportunità di creazione di valore per gli azionisti dell’ex banca popolare, che così diventerebbero azionisti di un gruppo bancario patrimonialmente solido, capace di creare valore, con un basso profilo di rischio e un modello di business resiliente e ben diversificato.
Inoltre, Intesa Sanpaolo ha storicamente espresso una redditività superiore e ha pagato dividendi in misura maggiore rispetto a Ubi. Per di più, l’istituto milanese garantisce elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati. Basti pensare che negli ultimi anni è stato capace di ridurne l’ammontare di circa il 50% senza alcun onere per gli azionisti, continuando a garantire utili e dividendi in costante e progressiva crescita. Ubi, d’altro canto, presenta livelli di copertura dei crediti deteriorati inferiori rispetto alle principali banche italiane e non ha effettuato rettifiche sul portafoglio crediti di rilievo in relazione allo scenario Covid-19. Il nuovo contesto potrebbe richiedere quindi una revisione del piano strategico presentato il 17 febbraio scorso. 
I territori e le loro comunità sono al centro del progetto di integrazione proposto da Intesa Sanpaolo. Infatti, oltre a quella di Bari, nasceranno altre tre nuove direzioni regionali con forte autonomia gestionale a Bergamo, Brescia e Cuneo. Ogni area potrà garantire sul fronte del credito erogazioni fino a 50 milioni di euro e potrà contare su una rete di circa 300-400 filiali. L’impegno nel sociale sarà ulteriormente rafforzato e assicurerà numerosi interventi che riguarderanno il patrimonio immobiliare e artistico, l’innovazione e la ricerca scientifica, il welfare, il social housing e l’assistenza sanitaria.
Ed è prevista la costituzione di una Impact Bank leader, con una nuova unità basata a Brescia, Bergamo e Cuneo. 

L’operazione di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca vedrà anche la creazione di un centro di eccellenza a Pavia per l'agricoltura: una struttura che coordinerà tutte le attività del gruppo nel settore.

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Infine, per quanto riguarda le persone è prevista l'assunzione di 2.500 giovani (con un nuovo ingresso ogni due uscite volontarie) per oltre la metà a Bergamo, Brescia, Pavia, Cuneo e nel Sud Italia. Il nuovo gruppo valorizzerà le persone di Ubi nelle diverse divisioni e funzioni di governo: ad esempio, i responsabili delle nuove direzioni regionali (Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari) e del centro di eccellenza per l'agricoltura (Pavia) saranno di emanazione dell’ex banca popolare. E il personale sarà mantenuto nei territori di appartenenza senza alcun impatto sociale. Verrà inoltre lanciato un programma per lo sviluppo dei talenti che coinvolgerà circa 300 persone provenienti da Ubi Banca.
 

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