Da Conversano agli Usa, ecco Nextome: il 'navigatore degli spazi chiusi' creato da tre ingegneri baresi under 30

L'idea di Domenico Colucci, Giangiuseppe Tateo e Vincenzo Dentamaro ha vinto nel 2012 il bando Bollenti Spiriti. Negli anni ha collaborato con il Cern di Ginevra, ospedali americani e con il Museo archeologico di Altamura

Foto nell'articolo: i tre creatori di Nextome e il loro angel investor

Un 'Tomtom' capace di guidare gli utenti non per le strade della città, ma in grandi luoghi chiusi, come musei, stazioni della metropolitana ed ospedali. Un progetto partito da Conversano e che in pochi anni ha conquistato il mercato internazionale, venendo implementato anche in Svizzera, in America e in Germania. Parliamo di Nextome, la startup di 'indoor geomapping' nata nel 2014 dall'intuizione di tre ingegneri informatici provenienti dalla provincia barese: i 28enni Domenico Colucci e Giangiuseppe Tateo e il 32enne Vincenzo Dentamaro. Una società che guarda al mercato internazionale, ma che al contempo ha le radici fissate con forza a Conversano.

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Le origini: geomapping di musei

"L'idea è nata ben prima del 2012, anno in cui abbiamo vinto il bando regionale 'Bollenti Spiriti - spiega Colucci - eravamo a Milano per lavoro e stavamo girando all'interno di un grosso centro commerciale". Come per ogni tecnologia, l'idea nasce da un bisogno. Mai come in questo: "Non riuscivamo a trovare il bagno - prosegue l'imprenditore - e ci siamo detti: 'Sarebbe bello avere una mappa navigabile che ci indicasse dove trovare i servizi igienici"'.

E così nasce l'idea di un navigatore da utilizzare all'interno di luoghi chiusi, che riesce a mappare le aree grazie a dei sensori bluetooth, chiamati 'Ibeacon'. Un sistema che inizialmente era stato pensato per i musei, da implementare nelle app o nei siti internet a disposizione dei visitatori. "Abbiamo però abbandonato quel mercato - confessa Colucci - perché essendo legati al Ministero dei Beni culturali c'era tutta una giungla burocratica in cui districarsi prima di poter avviare un dialogo". Un caso tutto barese però c'è stato: a gennaio dello scorso anno la tecnologia dei sensori di Nextome è stata implementata nell'app per smartphone del Museo archeologico di Altamura, per permettere ai visitatori di ottenere in tempo reale informazioni sulle sale in cui sostano.

L'apertura ai mercati internazionali

Il vero salto di qualità arriva nel 2014, grazie all'aiuto di un angel investor, che investe 50mila euro sulla startup dei tre baresi e condivide con loro il suo portafogli di contatti. "Abbiamo subito capito che l'idea era più facilmente applicabile con gli enti privati, come gli ospedali. Abbiamo quindi iniziato a viaggiare fuori dalla Puglia, aprendo anche un ufficio commerciale a Berlino da gennaio a giugno del 2017". Esperienze che hanno dato i loro frutti: ad oggi Nextome conta partnership internazionali di gran valore, come il Cern di Ginevra, che ha utilizzato i sensori Ibeacon per mappare le centraline di rilevazione dei livelli di radon negli uffici.

Con il tempo sono arrivate anche commesse da ospedali in America - in California e in Arkansas - e da grandi istituzioni italiane: "Lo scorso anno abbiamo anche collaborato con Metropolitane di Roma - spiegano dall'azienda - per realizzare un servizio legato alla guardiania privata. Ora è possibile capire in che stazione si trovano gli agenti di sorveglianza e comunicare con loro per gestire le emergenze di sicurezza".

Il futuro

Nel futuro, manco a dirlo, c'è una vocazione sempre più internazionale. L'obiettivo è aprire entro fine 2019 un ufficio commerciale in Nord America, per 'aggredire' sempre più in maniera pervasiva il mercato americano. Senza però mai dimenticare le proprie origini: "Il cuore di Nextome rimarrà sempre a Conversano - assicura Colucci - Non ci sarà mai una fuga di cervelli, anzi optiamo di invertire sempre più il trend".

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Ogni estate, infatti, nella sede dell'azienda arriva un ingegnere proveniente dall'estero, grazie al programma di mobilità europea 'Erasmus Plus'. "Quest'estate toccherà a un tedesco, la scorsa abbiamo portato in Puglia un ingegnere dalla Lettonia. È una fuga di cervelli al contrario" scherza il 28enne di Noci, che negli scorsi era a Salamanca, in Spagna, per partecipare alla riunione delle 1000 aziende che hanno ricevuto il 'seal of excellence' dalla Commissione europea. "Si tratta di un riconoscimento per le aziende più innovative in tutta Europa - conclude Colucci - che ci garantisce un accesso preferenziale ai finanziamenti disposti dai bandi regionali".

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