Giovani disoccupati per la riqualificazione dell’area esterna dell’edificio scolastico ‘A. Moro’ di Acquaviva

Sottoscritto il protocollo l’intesa tra Formedil-Bari, Comune di Acquaviva e Istituto ‘Caporizzi - Lucarelli’ per l’avvio dell’intervento, realizzato nella modalità formativa del ‘Cantiere Scuola’

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Otto giovani disoccupati di Acquaviva avranno l’opportunità di imparare il mestiere di operatore edile lavorando alla riqualificazione dell’area esterna dell’edificio scolastico ‘Aldo Moro’. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto da Comune di Acquaviva delle Fonti, Formedil-Bari, l’ente bilaterale per la formazione professionale in edilizia del territorio barese, e l’Istituto comprensivo ‘Caporizzi - Lucarelli’ che daranno vita presto a un ‘Cantiere scuola’. Questa modalità formativa, attraverso la collaborazione tra pubblico e privato, coniuga il recupero di beni pubblici in precarie condizioni con delle importanti opportunità formative per giovani disoccupati o a rischio di esclusione sociale. Gli allievi selezionati, residenti ad Acquaviva delle Fonti e di età compresa tra i 18 e i 29 anni, dopo una fase iniziale di formazione teorica nel Formedil-Bari saranno coinvolti in uno stage operativo per il rifacimento della pavimentazione del piazzale antistante la scuola ‘Aldo Moro’, da attrezzare anche con aree gioco. L’intervento, della durata di circa due mesi, sarà avviato il prossimo mese di giugno per poter concludersi prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. «La modalità formativa del Cantiere Scuola - spiegano Michele Matarrese e Giovanni Cordasco, rispettivamente presidente e vicepresidente del Formedil-Bari – rappresenta un percorso importante che, in primis, consente di formare nuove competenze professionali nel nostro settore, favorendo l’occupazione giovanile dei ragazzi. Il progetto consentirà di recuperare e rendere più fruibile un’area di grande passaggio della città e, infine, di promuovere e sviluppare nei giovani disoccupati, nelle loro famiglie e più in generale nella comunità cittadina esperienze di cura dei beni comuni».

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