Venerdì, 19 Luglio 2024
Economia

La minaccia del granchio blu anche sulle coste pugliesi. Coldiretti: "Senza provvedimenti danni rischiano di raddoppiare"

L'associazione torna a lanciare l'allarme sulla diffusione del 'killer dei mari' che attacca allevamenti di mitili ma anche pesci. E lancia la proposta: "Pesca per il consumo può limitare l'eccessiva diffusione"

"Rischia di raddoppiare se non verranno presi provvedimenti il conto salato pagato dal comparto della pesca a causa dell’invasione del granchio blu". Coldiretti, che in questi giorni si ritrova a Venezia dove è stato allestito il 'Villaggio Coldiretti', torna a lanciare l'allarme sulla presenza del 'killer dei mari' "che devasta gli allevamenti di vongole e cozze ma facendo piazza pulita anche di ostriche, telline, altri crostacei e pesci come sogliole e cefali".

Anche "in Puglia le coste sono a rischio - afferma Coldiretti regionale - dalla laguna di Lesina e Varano fino ai bacini retrodunali del Salento, con danni all’ecosistema, ma soprattutto alla pesca della paranza, decimata e resa invendibile dagli attacchi del granchio alieno. Il granchio blu, la specie aliena originaria delle coste Atlantiche dell’America, sta prendendo il sopravvento nei fondali delle coste dell’Adriatico – sottolinea Coldiretti Puglia - spinta dai cambiamenti climatici dal riscaldamento delle acque che hanno reso i nostri ambienti più idonei alla sua sopravvivenza e proliferazione.

"Una soluzione per contenere l’eccessiva diffusione del granchio può essere la sua pesca per il consumo. In questo modo – continua Coldiretti - sarebbe possibile trasformare quella che oggi è una calamità in un’opportunità, con l’inserimento nei menu a km zero, a partire dalle attività di ittiturismo, pescaturismo e dagli agriturismi sul litorale, nel rispetto delle normative territoriali. Il granchio blu vanta tra l’altro proprietà nutrizionali importanti, grazie a una presenza forte di vitamina B12, estremamente preziosa per l'organismo umano ma ha anche un sapore delicato e gustoso. I prezzi per chi vuole acquistarlo si aggirano intorno ai dieci euro al chilo. Ma c’è anche – aggiunge Coldiretti Puglia - il riutilizzo degli scarti di granchio blu, da cui si estraggono per esempio la chitina e il  chitosano, sostanze molto utilizzate a scopo biomedico e nutraceutico come negli integratori alimentari".

"Dinanzi al dilagare di quella che viene elencata dalla scienza tra le peggior specie invasive introdotte nel Mediterraneo, con un gravissimo impatto sugli ecosistemi lagunari che è oggi solo la “punta dell’iceberg” di una vera e propria catastrofe ecologica, la soluzione è  la promozione del consumo di granchio blu, con la creazione di una filiera che coinvolge pesca, grande distribuzione, ristoranti e agriturismi", sostiene Coldiretti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La minaccia del granchio blu anche sulle coste pugliesi. Coldiretti: "Senza provvedimenti danni rischiano di raddoppiare"
BariToday è in caricamento