Economia

Deal online: la nuova frontiera dell'e-commerce

Siti come Groupon e Groupalia stanno ormai spopolando fra utenti e commercianti. Abbiamo ascoltato alcuni di loro in merito e, un po' a sorpresa, c'è anche chi non è soddisfatto

L'e-commerce è, ormai, una pratica diffusissima in ogni angolo del pianeta. La stragrande maggioranza delle persone si è avvicinata a questa pratica attraverso siti di aste on line (come Ebay per intenderci) oppure portali con annunci di compravendita inseriti da privati. Da svariato tempo, però, la pratica più diffusa di e-commerce è un'altra e, ormai, spopola in ogni settore commerciale: stiamo parlando dei 'deal'. Moltissimi, infatti, sanno cosa sono siti come Groupon o Groupalia e, per chi non lo sapesse, è presto detto: portali come quelli citati poc'anzi (anche se ne esistono in grandi quantità) contengono al loro interno offerte speciali (chiamate 'deal') messe a disposizione da aziende e negozi che per un periodo di tempo limitato offrono agli utenti servizi e beni a prezzi altamente scontati. Gli sconti si aggirano mediamente fra il 50% e l'80% sul prezzo intero del prodotto o bene offerto e questo fa sì che l'utente sia fortemente invogliato ad acquistare l'offerta. C'è un limite temporale (solitamente 24 ore) entro il quale è disponibile ogni offerta e, solitamente, il rivenditore pone una soglia minima di acquirenti da trovare per rendere effettivamente valido il coupon acquistato dal compratore (in parole povere, se un rivenditore decide che tale offerta è valida da 10 coupon venduti in su, se in 24 ore ne vengono venduti meno di 10 quella offerta è invalidata mentre, in caso contrario, lo sconto è reso effettivo). Dopo l'inizio in sordina di qualche anno fa, attualmente il trand di questo metodo di e-commerce è in costante e vertiginoso aumento come dimostrano due considerazioni: la prima è relativa al fatto che Groupon e Groupalia vantano insieme oltre 9 milioni di utenti nel nostro paese, la seconda verte sulle innumerevoli possibilità d'acquisto. In questo settore, infatti, è possibile trovare qualsiasi tipo di azienda o bene: si va dai centri estetici al settore culinario, dagli autolavaggi ai parchi gioco, dai dentisti agli ottici, dai viaggi ai gioielli, dai parrucchieri agli oggetti di elettronica, dalle palestre ai corsi di ballo fino (addirittura) ai portali di scommesse e giochi on-line. Insomma: ce n'è per tutti i gusti. Per provare a dare un piccolo spaccato della realtà commerciale del momento, abbiamo sentito alcuni commercianti chiedendo come funziona il rapporto con i portali, le modalità di sviluppo delle offerte e i commenti a margine. Nella fattispecie, abbiamo sentito le parole dei titolari di uno studio d'immagine, di un ristorante e di un parrucchiere: "Ritengo che questa strategia commerciale sia un'intelligente metodo di comunicazione - esordisce R.L., titolare di uno studio d'immagine -. A noi titolari viene offerta la possibilità di farsi pubblicità senza alcun esborso economico se non quello derivante dallo sconto offerto all'utente. Lo scopo, chiaramente, è quello di provare a fidelizzare il cliente facendogli conoscere e provare servizi e metodologie di lavoro a prezzi bassissimi. Questo, però, non offre solo risvolti positivi: dallo scorso aprile, periodo nel quale ho inserito la mia azienda in tale circuito, ad oggi, delle circa 500 persone che hanno acquistato i coupon, più o meno solo il 5% dei clienti ha poi deciso di tornare. Molti acquirenti, infatti, decidono di sfruttare solo l'occasione e questo credo sia sintomatico di un'economia malata. Questi portali, cioè, rischiano di ammazzare il mercato: ormai esiste un nutrito gruppo di internauti che non acquista nulla che non siano offerte di questi siti e per l'imprenditore può diventare pericoloso".

"L'idea offerta da tali portali è ottima - dice M.C, titolare di un ristorante -. Ci facciamo pubblicità e proviamo a farci conoscere a costi irrisori. Ai portali, infatti, si dà una percentuale proveniente dai pacchetti offerta venduti, solitamente il 50% del totale. In questo modo, abbiamo possibilità per farci e vedere e cercare di trattenere il cliente occasionale. Quante persone che hanno utilizzato un deal sono poi ritornate? Non saprei dirlo perchè c'è un discreto ricambio di gente. Però non tenderei ad escludere che una buona parte di loro sia poi tornata".

"Inizialmente ero scettica - dice A.L., responsabile di un parrucchiere per donna -. Non sapevo quale tipo di riscontro potesse fornirci ma poi, visto che molti ne parlavano bene, mi sono convinta a fare un tentativo offrendo alcuni trattamenti a basso prezzo. E' un buon mezzo di propaganda perchè ti fai conoscere ma spesso non è utile come aggancio per il cliente: molte volte, infatti, c'è gente che vedi una volta e basta anche perchè mi è capitato non raramente di trovarmi di fronte a clienti insoddisfatti per precedenti insuccessi e, di conseguenza, già prevenuti".

A quanto pare, cioè, non è tutto oro quello che luccica: sembra, infatti, che in alcuni casi gli acquirenti abbiano problemi a far valere il loro coupon. Nonostante le precise istruzioni presenti sui deal acquistati, pare che alcune strutture offrano servizi da 'serie B' a gente in possesso dei coupon con le offerte. Questo almeno è quanto riferitoci da una giovane che ci intercetta all'uscita dallo studio d'immagine: "Mi è capitato per due volte che avessi problemi nel far valere il mio coupon - ci dice la ragazza -. In un caso con un centro di massaggi e in un altro con un ristorante: in entrambi i casi, davanti alle mie richieste, mi dicevano che non potevo usare la mia offerta nei weekend nonostante nelle 'clausole' presenti nel coupon questo avvertimento non fosse presente. Pare che chi acquista da questi siti non venga considerato in alcuni casi come un cliente normale".

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