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Economia Bari Vecchia / Corso Antonio de Tullio

Grano dall'estero, sit-in di Coldiretti Puglia al porto: "Più tutele per il made in Italy"

Manifestazione di protesta per chiedere norme sulla tracciabilità dei prodotti e contro le importazioni speculative: in Italia - affermano i cerealicoltori - un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero, ma i consumatori non possono saperlo

Un sit-in a difesa del grano italiano, contro "l’arrivo di ingenti quantitativi di prodotto estero di cui non si conosce l’origine, a volte triangolato da porti europei e utilizzato dai trasformatori per fare pane e pasta ‘made in Italy’". Ad organizzare la manifestazione di protesta, al porto di Bari, la Coldiretti Puglia, con la sua 'goletta gialla', pronta ad avvicinare alcune navi che in queste ore stanno scaricando mais, soia e grano provenienti dall’estero.

Negli ultimi sei mesi, stando ai dati diffusi dall'associazione, a Bari sono state scaricate circa 891mila tonnellate di grano che hanno causato - secondo Coldiretti - la conseguente drastica riduzione del 25% del prezzo del grano pugliese, passato nello stesso periodo da 34 euro a 25,8 euro al quintale. In Italia, sostengono i cerealicoltori, un pacco di pasta su tre è prodotto con grano straniero, ma i consumatori non ne sono a conoscenza, poiché non c'è obbligo di indicare in etichetta la provenienza dei cereali. I produttori chiedono invece che venga resa obbligatoria l'etichettatura e la tracciabilità delle produzioni, in modo da tutelare sia i consumatori che i prodotti locali.

Alla manifestazione ha partecipato anche il presidente della Regione, Michele Emiliano. "Noi non contestiamo l’economia globale - ha detto il governatore - dobbiamo cercare di starci dentro e di combattere contro regole che riteniamo inique; però bisogna saper distinguere: se siamo davanti ad un prodotto di qualità, se quel prodotto ha una denominazione d’origine, se ha qualità organolettiche  di un certo tipo, c’è bisogno che il consumatore sia informato e che non rischi di mangiare pasta italiana fatta con un grano proveniente da paesi non controllati". "Dobbiamo difendere il nostro grano, in particolare quello pugliese e quello lucano. Lo faremo con rispetto e con determinazione. Chi vuole la pasta italiana deve sapere che compra merce controllata, che ha particolare qualità e che è stata prodotta da persone perbene".
 

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