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Mercoledì, 4 Ottobre 2023
Economia

Fondi Sviluppo e Coesione bloccati, gli imprenditori pugliesi al ministro Fitto: "Risorse irrinunciabili, basta indugi"

Le federazioni regionali di Confartigianato, Cna, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Claai, Confapi, Confcooperative e Legacoop hanno inviato una lettera al titolare del dicastero per gli Affari Europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr

Non c’è altro tempo da perdere: il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione rappresenta per le aziende pugliesi una risorsa irrinunciabile, di cui non possono fare a meno. L’attivazione dei fondi Fsc appare pertanto essenziale. Ministro, questa è la richiesta del tessuto produttivo della nostra terra: la richiesta di tutte le imprese della Puglia". Sono queste le parole contenute nella lettera inviata dalle federazioni regionali di Confartigianato, Cna, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Claai, Confapi, Confcooperative e Legacoop, al ministro per gli Affari Europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto.

Nella missiva, i rappresentanti del mondo imprenditoriale locale, hanno chiesto lo sblocco dei fondi Fsc di competenza della Puglia. 

"Negli anni scorsi - si legge nella lettera - l’utilizzo del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione ha consentito alle imprese pugliesi di usufruire di risorse aggiuntive rispetto a quelle del Fesr, ottenendo così un ampliamento della platea e la realizzazione di investimenti produttivi altrimenti non realizzabili. Nel periodo pandemico, l’accesso a Fsc ha permesso di sostenere la loro liquidità e, di conseguenza, la tenuta del sistema produttivo. Da gennaio a maggio 2023, sono circa 4700 le imprese che hanno presentato richieste di investimento per oltre 2,7 miliardi di euro. Di questi, 1,5 miliardi riguardano richieste avanzate da micro e piccole imprese. Solo per far fronte a questa domanda c'è necessità di circa 1,1 miliardi di euro. Sono investimenti già programmati che purtroppo, a causa delle nuove regole comunitarie, non possono trovare capienza nel Fesr. L’attivazione dei fondi Fsc appare pertanto essenziale".

"Si tratta di spesa sicura e utile -continuano le associazioni di categoria pugliesi - nell’interesse della tenuta e dello sviluppo del nostro intero sistema produttivo: un sistema costituito in larga maggioranza di micro e piccole imprese che sono l’ossatura di una imprenditorialità diffusa e fatta di filiere corte, caratteristiche da molti illustri studiosi considerate decisive per il Pil del Paese intero. Questo asset diventa ancor più significativo per l’avvenire, nel contesto di una nuova globalizzazione che passa necessariamente attraverso questioni geopolitiche, ponendo il tema della nostra autosufficienza, o meglio indipendenza, in settori strategici, così come ineludibili sono gli interrogativi posti dalla diffusione della Intelligenza Artificiale, in tutte le sue forme"

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