Lunedì, 2 Agosto 2021
Economia

Imprese pugliesi e PA per l'attuazione dell'agenda digitale

Aziende e famiglie pugliesi ancora in ritardo nella digitalizzazione. In un convegno organizzato da CNA, Confindustria e Distretto Produttivo dell'Informatica i suggerimenti di imprese e pubblica amministrazione per attuare le politiche e intercettare i fondi Ue.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Lo sviluppo delle imprese pugliesi non passa dal web; la percentuale delle compravendite online eseguite dalle aziende locali è infatti al di sotto delle poco brillanti performance nazionali: queste ultime evidenziano come la percentuale degli acquisti effettuati oscilli tra il 9% e il 18% a seconda della regione, mentre la quota delle vendite non raggiunge in alcun caso il 10% del fatturato (fonte: 'Agenda Digitale Puglia 2020'). Quest'ultimo dato va però confrontato con la quota di famiglie pugliesi che dispongono di una connettività a banda larga per 'navigare' velocemente: meno del 53% contro la media nazionale del 59,7%. Tutto ciò nonostante il territorio regionale sia coperto quasi totalmente (96,6%) da questa infrastruttura tecnologica, anche grazie alle politiche messe in atto dalla Regione Puglia. Da parte loro, però, le aziende non fanno tutto il possibile per farsi trovare dai clienti sul web: nonostante la percentuale di utilizzo di connessioni in banda larga sia pari all'89,4% delle imprese pugliesi (la media nazionale è del 91,6%), solo poco più della metà di quelle che impiegano più di dieci addetti dispone di un sito internet. Partendo da questi dati, durante il convegno 'Cambiamento digitale. Fattore di sviluppo: una sfida da non perdere', organizzato da CNA, Confindustria e Distretto Produttivo dell'Informatica, con il Patrocinio della Camera di Commercio di Bari, si è proposto un percorso volto ad aumentare la digitalizzazione delle imprese pugliesi e attuare l'Agenda Digitale nella nostra regione. Per farlo sarà necessario anche intercettare parte di quei fondi che l'Europa si stima possa mettere a disposizione dei Paesi dell'Unione fino al 2020: circa 1,7 miliardi all'anno per l'Italia, secondo le previsioni riportate nell'ultimo rapporto dell'Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, provenienti per la maggior parte da Programmi operativi regionali (Por) e Programmi operativi nazionali (Pon).

"Le sfide globali dell'informatica - ha detto Gianni Sebastiano, presidente del Distretto Produttivo dell'Informatica pugliese - sono il terreno sul quale si muove l'azione dell'IT pugliese che si riconosce nel Distretto Produttivo dell'Informatica, costituito da oltre 100 imprese e dalle quattro università pugliesi. Il Distretto ha da subito visto con favore la declinazione regionale della Agenda Digitale Europea quale elemento propulsore di programmi di innovazione del comparto produttivo pugliese e della amministrazione pubblica. Il comparto IT in Puglia è da sempre caratterizzato da una grande vitalità che ha portato molte aziende, nate e radicate nella regione, fuori dai confini nazionali con la propria offerta di prodotti e servizi. Anche per questo può e deve giocare un ruolo pro-attivo nella implementazione della Agenda Digitale regionale al servizio dei programmi di sviluppo del territorio".

"L'ampia diffusione dell'Ict è una delle sfide principali per il nostro Paese. Tutti i settori della nostra vita quotidiana - ha detto Domenico Favuzzi, presidente di Confindustria Puglia - trarrebbero enormi benefici dall'uso pervasivo delle tecnologie digitali. Sono essenziali per la semplificazione dei procedimenti amministrativi, ma anche per l'incremento della produttività e l'innovazione diffusa tanto nella PA quanto nelle imprese. Proprio per questo Confindustria ha da subito accolto positivamente i vari provvedimenti governativi per l'adozione dell'Agenda Digitale e per la sua operatività, in quanto ritiene che dalla sua effettiva attuazione ne potrebbe derivare un formidabile impulso verso quel "cambiamento digitale" considerato indifferibile per la competitività del nostro sistema socio-economico. È per noi, pertanto, assolutamente prioritario e indispensabile dare piena attuazione all'Agenda Digitale, tanto a livello nazionale che regionale, per favorire il passaggio da una politica dell'innovazione frammentata ad una politica coordinata ed efficiente. Ad oggi comunque - ha aggiunto Favuzzi - la realizzazione degli obiettivi dell'Agenda Digitale appare in ritardo rispetto alla tabella di marcia europea, sia a causa di ritardi imputabili al sistema di governance, sia a causa della complessità dell'apparato burocratico italiano e delle sue norme, la cui effettiva operatività è troppo spesso demandata all'emanazione di ulteriori provvedimenti attuativi. Ci auguriamo che vengano al più presto superati tali ostacoli per accelerare il più possibile questo importante processo di cambiamento".

Secondo il segretario CNA Bari Area Metropolitana, Giuseppe Riccardi: "CNA è da sempre particolarmente attenta all'innovazione e alla possibilità che le tecnologie digitali offrono alle PMI per sostenere la loro crescita. Siamo convinti che il successo in questa direzione sia la realizzazione delle necessarie infrastrutture e l'implementazione dell'Agenda Digitale, ma è anche necessario fornire supporto alle PMI in termini di formazione e di adeguamento organizzativo. CNA Innovazione nasce con un duplice obiettivo: organizzare una offerta innovativa dalle PMI, trasferire innovazione alla PMI".

Mario Citelli, responsabile Innovazione CNA Area metropolitana Bari, ha ricordato che "CNA Innovazione supporta le PMI nel confronto con l'innovazione in termini di scelte interne alle aziende per lo sviluppo, ma soprattutto costruisce una offerta di innovazione aggregando le proposte di artigiani vecchi e nuovi, artigiani digitali nella accezione corrente, per rendere tutto il sistema più aggressivo rispetto al mercato".

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