Inaugurato l'anno accademico della Esb. Silvestri: "La sfida ora si chiama privacy e cyber security"

Nel ventennale della European School of Banking Management tavola rotonda su attacchi informatici e nuovo regolamento europeo per la privacy. Relatori internazionali tra cui Kaspersky e Joy System.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Si è tenuta mercoledì 14 marzo, all’hotel Parco dei Principi, a Bari, la cerimonia inaugurale dell’Anno Accademico 2017/2018 della European School of Banking Management, un momento molto più che simbolico. Ricorrono infatti i 20 anni di attività della scuola di formazione nel cui dna è insito il gene della Qualità Totale: “Un traguardo importante - ha dichiarato il direttore della ESBM, Sergio Silvestri - che ci costringe a guardare indietro, a quanto abbiamo fatto da quando abbiamo scelto di stare al fianco delle aziende per aiutarle a vincere le sfide che il mercato globale, allora in procinto di dilagare, si apprestava a proporre. Oggi possiamo dire che ha vinto solo chi ha saputo intravedere nel cambiamento un’opportunità, e si è preparato adeguatamente”. Un cambiamento che è costante e frenetico. Mentre solo pochi anni fa era fondamentale essere presenti sul mercato digitale, adesso bisogna anche saperci stare. La sfida ora è rappresentata dai nemici che si annidano nei meandri della rete: “C’è stato un tempo in cui il bene più prezioso era l’oro, oggi lo sono invece i nostri dati, sia che li conserviamo personalmente - ha aggiunto Silvestri - sia che li affidiamo ai nostri consulenti quali il commercialista e l’avvocato, o alle aziende di cui ci serviamo. L’allarme arriva anche dalla Banca d’Italia, che ha pubblicato un’indagine sulla situazione dei Cyber attacks e sul pericolo che questi hanno ed avranno su imprese e banche. Per fronteggiare i rischi derivanti da questo nuovo scenario, liberi professionisti, aziende e banche in particolare, devono attrezzarsi con una intensa attività formativa, incentrata sui focus di questo fenomeno. In questa ottica è nato il Master Privacy e Cyber Security”. Il nemico, dunque, non è solo là fuori, anzi, nella maggior parte dei casi viene da dentro. In quest’ottica, la European School of Banking Management ha organizzato, nel contesto dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico, la Tavola Rotonda “Attacchi informatici e Cyber Security Nuovi scenari per Banche e Società di Giochi e Scommesse”, moderata dal dottor Giorgio Salvo, già direttore della Banca d’Italia nelle sedi di Bari e Trento. “L’80% degli incidenti informatici è causato da un errore umano – ha evidenziato Massimiliano Bosco, Channel Account Manager di Kaspersky Lab Italia -. Solo il 12% dei dipendenti è pienamente consapevole delle regole di sicurezza IT stabilite dall’azienda per cui lavora, mentre il 24% crede persino che non esista alcuna policy. I dipendenti spesso non sono consapevoli dei rischi di sicurezza e delle pratiche da adottare”. “Il modo migliore per proteggere l’azienda dalle minacce rappresentate dagli esseri umani - ha aggiunto Bosco - è combinare i migliori tool di sicurezza con le giuste abitudini, promuovendo un comportamento orientato alla sicurezza e rafforzando i principi di best practice sulla cybersecurity nell’ambiante di lavoro. Le organizzazioni che implementano un programma di security awareness possono ridurre il numero degli incidenti fino al 90%, con un conseguente risparmio economico significativo”. “La maggior parte delle aziende o dei titolari di reti informatiche – ha sottolineato Filippo Rossi, CEO della Joy System, società che si occupa di sicurezza informatica a livello internazionale - è convinto di non essere mai stato attaccato da un virus o di non aver mai avuto minacce alla propria rete informatica. Non è cosi”. “Dalla realizzazione di un’infrastruttura di sicurezza idonea quali firewall e antispam, all'installazione di antivirus professionali, dal corretto utilizzo delle password di rete alla consultazione dell’email, le azioni di prevenzione per gli attacchi informatici sono numerose e fondamentali. In caso di necessità - ha concluso Rossi - bisogna rivolgersi ad aziende specializzate, evitare l'amico bravo con i computer che spesso rischia di aggravare la situazione. È bene affidarsi a professionisti”.

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