Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia

Promuovere occupazione femminile e parità di genere, la Puglia approva il 'gender procurement': "Seconda Regione in Italia"

Si tratta di uno strumento, introdotto dalla Commissione Europea, che prevede l’introduzione nelle procedure di appalto di criteri e misure che 'premiano' le imprese più attente alla parità di genere

Promuovere l'occupazione femminile 'premiando', nei punteggi delle procedure di appalti pubblici, quelle imprese più attente al rispetto della parità di genere. E' questo il senso del ' gender responsive pubblic procurement', un nuovo sistema introdotto a livello europeo e previsto dalla Agenda ONU 20/30 per promuovere la parità di genere come leva dello sviluppo economico sostenibile, una nuova responsabilità sociale rivolta alle imprese e al mondo del lavoro. Nella giornata di ieri la giunta regionale della Puglia, seconda Regione in Italia dopo il Lazio, ne ha approvato gli indirizzi per l'introduzione.  

Il contesto non è dei migliori: il  tasso di occupazione femminile è simile fra Puglia e Mezzogiorno e mostra una leggera crescita tendenziale, posizionandosi ben al di sotto del tasso nazionale che si assesta al 53,8% nel 2019, contro il 35,6% della Puglia e il 35,8% del Mezzogiorno. Il divario pugliese è sempre superiore al 17,5% e raggiunge i 18,2 punti percentuali nel 2019.  In Puglia, il tasso di mancata partecipazione al lavoro è marcatamente femminile (38,7%) rispetto al tasso per gli uomini che si ferma al 24,2%, tendenzialmente in lieve decrescita dal 2013 al 2019 per entrambi i generi. Nell’ultimo anno, la mancata partecipazione al lavoro femminile è superiore di 14,5 punti percentuali rispetto a quella maschile.

Il Gender procurement è uno strumento introdotto dalla Commissione europea, nell’ambito dei cicli di programmazione, per favorire gli investimenti in parità.  L’Introduzione del gender procurement è relativo agli appalti della pubblica amministrazione regionale - ad esempio anche quelli che saranno attivati con il Recovery fund - con punteggi che premino le imprese che mettono in pratica l’uguaglianza di genere nelle retribuzioni, nelle carriere, nel management attraverso l’individuazione di indicatori adeguati. Al contempo saranno individuati una serie di criteri che richiedano alle imprese destinatarie degli investimenti concrete azioni a favore della parità in azienda, con specifiche milestone di miglioramento dell'equilibrio di genere nelle posizioni manageriali e di eliminazione del gender pay gap.

Il tema del Gender Procurement è un tema di particolare attualità in quanto inserito anche all’interno del PNRR come condizione premiale dei piani di sviluppo e riforma.  “Siamo la seconda regione in Italia, la prima del Mezzogiorno ad introdurre un approccio innovativo alle politiche di programmazione - spiega Titti De Simone, consigliera del Presidente e coordinatrice dell’Agenda di genere - orientato al genere con l'obiettivo di sviluppare una nuova responsabilità sociale sulla parità, una leva formidabile per favorire la partecipazione delle donne ai processi di sviluppo sostenibile e all'innovazione e promuoverne la partecipazione al mercato del lavoro, sia nei settori produttivi ad alta concentrazione femminile sia in quelli innovativi ed emergenti. Si tratta non soltanto di garantire che tutti i cittadini, indipendentemente dal genere, possano ricevere servizi uguali, ma anche di aumentare l'efficienza e la qualità dei servizi stessi, incoraggiando i fornitori a sviluppare e offrire servizi che siano coerenti con gli obiettivi della parità di genere.”

Soddisfatti gli assessori Alessandro Delli Noci e Sebastiano Leo. “Tutto il processo dell’Agenda di genere affronta in modo sistemico e integrato la questione della parità di genere nel campo del lavoro e dello sviluppo economico - spiega l’Assessore al Lavoro Sebastiano Leo -  un’occasione storica per la Puglia, per far uscire i temi di genere dall’alveo delle politiche settoriali, a valenza prevalentemente dei diritti e della giustizia sociale, per portarli nel terreno che più dovrebbe essere loro proprio, ossia quello economico, dove lavoro e sviluppo economico insieme sono centrali”. “Siamo orgogliosi - aggiunge l’assessore allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci - di essere la seconda regione d’Italia ad aver approvato l’introduzione del gender responsive pubblic procurement, uno strumento innovativo per promuovere l’occupazione femminile nelle imprese. Abbiamo già sperimentato come il procurement sia fondamentale per promuovere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi e siamo convinti che possa esserlo anche per la riduzione del gap di genere, stimolando sia la committenza che il sistema delle imprese a prestare attenzione all’impatto che le scelte organizzative e gestionali possono avere sulla dimensione di genere. Il divario occupazionale, aggravato dalla crisi economica che ha colpito in altissima percentuale le donne durante la pandemia, necessita di misure concrete in grado di segnare un cambio di passo reale verso la parità di genere. Incentivando le imprese, vogliamo creare in Puglia un sistema che introduca elementi di equità tra lavoratori e lavoratrici e che, di conseguenza, favorisca la crescita sociale ed economica dei nostri territori.”

Nell’ambito quindi del quadro normativo europeo ed interno in materia di appalti pubblici, l’Amministrazione regionale si fa dunque promotrice della responsabilizzazione sociale degli operatori economici attraverso gli appalti pubblici, prevedendo l'inserimento in gara di criteri di aggiudicazione mirati e di condizioni di esecuzione del contratto specifiche che tengano conto di determinati aspetti sociali, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne, aumentare l’occupazione femminile, ridurre le discriminazioni economiche e retributive di genere, promuovere la partecipazione delle donne in ruoli apicali, favorire organizzazioni del lavoro family friendly e sostenere, così, l’affermazione del gender procurement nell’amministrazione.

Il programma di lavoro prevede una pluralità di azioni, mappatura e raccolta delle iniziative di GRPP a livello nazionale, europeo ed internazionale, dei fabbisogni di prodotti/servizi innovativi nell’ambito delle 5 macroaree di intervento della Agenda di Genere regionale; la realizzazione di una sperimentazione attraverso procedure Pilota (per un massimo di 3 procedure di affidamento), a partire dalla collaborazione con il Dipartimento Sviluppo Economico che ha proposto, nell’ambito dell’Agenda di genere - Macroarea di intervento 3. “Sostenibilità, Competitività e Innovazione” - due schede di Interventi ad hoc, “Gender Responsive Public Procurement” e “Gender Equality Mission”, collocati all’interno della Smart Specialization Strategy; valutazione delle pratiche attuate (anche dalle Agenzie Regionali e/o altri Enti (Innovapuglia/SAR Puglia, Acquedotto Pugliese) al fine di raccogliere raccomandazioni operative; progettazione di Linee Guida per la redazione dei capitolati di gara e di indicazioni per le stazioni appaltanti, sulla scorta di quanto maturato nell’ambito della sperimentazione, al fine di rendere disponibili ed estendere anche ad altre procedure di affidamento criteri per una più ampia diffusione dello strumento, all’interno dell’amministrazione regionale e delle altre stazioni appaltanti operanti nel territorio; sviluppo delle competenze dei funzionari/ie addetti agli appalti nelle PAL in Puglia nel contesto della riforma normativa e delle pratiche acquisite nelle diverse azioni in cui si articola la Linea di intervento, anche attraverso un programma formativo e di accompagnamento mirato. Il principale risultato atteso della misura regionale è rappresentato dall’adozione, entro il 2022, di un regolamento regionale, finalizzato ad istituzionalizzare, sul territorio regionale, l’approccio al procurement gender sensitive.

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