La Fai Cisl Bari fa il punto sulle vertenze del comparto agricolo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Si è concluso il Direttivo della FAI – CISL di Bari che ha fatto il punto su una serie di vertenze del comparto agricolo ancora oggi in una situazione di stallo e che attendono risposte sia istituzionali che dalle Organizzazioni professionali agricole. Presente il Responsabile della FAI – CISL di Bari, Pasquale FIORE, ed il Segretario Generale della FAI di Puglia, Paolo FRASCELLA. Il Direttivo ha innanzitutto valutato la situazione dei numerosi Operai a tempo determinato del Consorzio di Bonifica “Centro Sud Puglia”, per i quali permane l’incertezza circa il rispetto dell’impegno assunto nella legge n. 1 del gennaio 2017, che ha garantito a costoro la realizzazione di 151 giornate annue, previsione quanto mai realistica in una stagione torrida come l’attuale. Ad oggi, si è riusciti a strappare l’impegno da parte dell’Assessore Di Gioia di verificare a settembre la disponibilità delle risorse necessarie a tale scopo, in sede della manovra di assesta-mento del Bilancio Regionale. Durante il Direttivo è stato fatto anche il punto sul mancato rinnovo, a tutt’oggi, del Contratto Provinciale di Lavoro degli Operai agricoli della Provincia di Bari. Le parti confidano in un rapido rinnovo del predetto CPL giustamente considerato, dalla FAI – CISL, strumento di lotta al lavoro nero. Per raggiungere tale obbiettivo, non serve continuare ad invocare una continua collocazione al ribasso del sistema classificatorio e quindi salariale, ma occorre realizzare uno strumento che tenga anche conto della mutata realtà dell’agricoltura barese e che faccia, del rispetto del Con-tratto stesso e del sistema della Bilateralità, i vari punti di forza dello strumento contrattuale che si vuole rinnovare. Ancora problematica la situazione sul versante della lotta al Caporalato, fenomeno sempre sul-le prime pagine dei giornali della nostra Regione per i numerosi recenti fatti di cronaca verifica-tesi. Nonostante l’approvazione della Legge 199 del 29/10/2016, che ha segnato una svolta epocale nella lotta a tale fenomeno criminoso, non sono stati attuati ancora gli altri strumenti a supporto della Legge: Rete di qualità del Lavoro agricolo e Cabina di regia. Per questo si sollecita il livello istituzionale, a cominciare dalla Regione Puglia, troppo silente sull’argomento (problema trasporto dei lavoratori agricoli!!!), l’INPS, la Prefettura di Bari. In particolare dalla Prefettura di Bari, ci si attende una rapida convocazione che riprenda e continui un tavolo di confronto già esistente c/o la Prefettura di Bari (anche come coordinamento regionale) sul problema Caporalato. Quello del Caporalato non è solo un problema del Sindacato, ma deve vedere necessariamente, in fase attuativa della Legge stessa, il necessario coinvolgimento istituzionale. D’altronde, come ha sostenuto recentemente Daniela Fumarola, Segretaria Generale della CISL di Puglia, la Regione Puglia, in particolare, risponda agli appelli del Sindacato e della CISL perché il silenzio istituzionale non fa fare passi in avanti ad una battaglia di civiltà.

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