Economia

La novel food sarà davvero la cucina del futuro? Lo abbiamo chiesto allo chef Donato Carra

Non si può assolutamente coniugare la tradizione della cucina italiana con i nuovi ingredienti.,dalle cimici d’acqua della Thailandia, ai millepiedi cinesi, alla pasta all'uovo condita con i grilli. Evidentemente qualcuno è complice di questa Europa e di queste scelte che non sanno che cos'è l'agricoltura italiana e poi si lamentano del glifosate nella pasta, quanta ipocrisia e ignoranza.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

In Italia è dal 2015 che, mentre all’EXPO di Milano si introduceva lo slogan Nutrire il pianeta, Energia per la vita, si proponevano idee innovative in campo alimentare. Prima dell’EXPO pero, è stata la Food Agricultural Organisation, un’agenzia delle Nazioni Unite, creata con la missione Fame Zero, ad incitare all’entomofagia (dal greco éntomos, “insetto”, e phăgein, “mangiare”) Uno dei compiti principali dell’Organizzazione è combattere la fame e, dato che la popolazione mondiale è in continua crescita la FAO sollecita all’entomofagia, per conciliare crescita economica, diffusione del benessere e tutela dell’ambiante. Dovremo quindi aspettarci la comparsa di larve e cavallette in dispensa e al ristorante? Che cosa implica questa decisione, per i consumatori? Lo abbiamo chiesto allo Chef Donato Carra ( Maestro dell'ospitalità e dell'enogastronomia internazionale e ambasciatore della cucina pugliese nel mondo) Chef cosa dobbiamo aspettarci ? «Nel breve periodo, la possibilità di utilizzare gli insetti come alimento umano sarà motivo di curiosità», spiega lo Chef, " anche se gli insetti, infatti, rappresentano nuove soluzioni alimentari altamente proteiche e nutrienti, fonti in grado di “sfamare” il pianeta e sono più sostenibili in termini di sfruttamento del suolo e delle acque dubito che gli italiani apprezzeranno tale innovazione. Ma veramente immaginate grilli, formiche, vermi e scorpioni sulle tavole degli italiani ? Non si può assolutamente coniugare la tradizione della cucina italiana con i nuovi ingredienti.,dalle cimici d’acqua della Thailandia, ai millepiedi cinesi, alla pasta all'uovo condita con i grilli. Evidentemente qualcuno è complice di questa Europa e di queste scelte che non sanno che cos'è l'agricoltura italiana e poi si lamentano del glifosate nella pasta, quanta ipocrisia e ignoranza. Allora mi chiedo "continua Carra -" se un grillo nel piatto magari sarà riconoscibile, forse lo sarà meno un alimento che si chiamerà E-202 e sarà nella lista degli ingredienti del gelato o della mortadella scritto con carattere 2, che non si legge nemmeno con la lente di ingrandimento, ma il bel piatto di spaghetti alla carbonare che fine farà ? Un clima di scetticismo generale quindi ? " Il clima di scetticismo generale non sembra mitigarsi neanche se si parla di ristorazione. Secondo un sondaggio dello scorso dicembre condotto dalla piattaforma di social eating ‘The Fork’ sui propri utenti, l’81% degli intervistati non mangerebbe piatti a base di insetti al ristorante, mentre solo il 19% sarebbe disposto ad assaggiare i novel food. solo per curiosità. " In conclusione Chef lei boccia la novel food ? " Assolutamente ! sono contrario poiché sono cibi che non appartengono alla nostra cultura. Immaginate un attimo che sugli scaffali del Market non cercheremo più solo i tortelli da fare in brodo o la farina di ceci ma potremmo trovare anche la farina di grillo e le tarantole da fare al forno; al ristorante non ci basterà più una semplice pizza alle quattro stagioni, chiederemo -Scusi, ma una pizza con le cavallette è possibile ? e non ci soddisferà più un prosecco, chiederemo - Mi porta da bere il Mezcal ? Quindi mangiare grilli e vermi, bere un distillato di larve e scorpioni non è propriamente la radice della nostra dieta mediterranea."

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