Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Lavoratori precari, la Puglia quarta Regione in Italia

Sono 242.000, pari al 30% degli occupati. Le loro storie raccontate nel corso dell'incontro organizzato ieri dalla Cgil di Bari . Oggi iniziative in tutta Italia per la giornata nazionale di mobilitazione contro la precarietà

Sono 242.000, soprattutto giovani, con una retribuzione che non supera gli 800-1.000 euro al mese e contratti 'ballerini' che non durano più di alcuni mesi. Sono i lavoratori precari di Puglia, quasi il 30% degli occupati nella nostra regione, quarta in Italia per diffusione del fenomeno del precariato.

A fornire le cifre e a dare voce alle storie di alcuni di questi lavoratori è stata ieri la Cgil Bari, nel corso di un incontro con la stampa organizzato alla vigilia dell'odierna giornata di mobilitazione nazionale contro la precarietà. A Bari le iniziative partiranno con un'assemblea nella sede del call center sanitario della Regione.

E proprio ad una delle lavoratrici precarie della struttura, Valeria, 32 anni, è toccato aprire l'incontro di ieri raccontando la sua storia di "ordinaria precarietà", e di come sia costretta insieme ad altri venti lavoratori a smettere periodicamente di lavorare per poi essere richiamata, prima dopo una settimana, poi dopo un mese di stop forzato.

Ma c'è anche la storia di Maria Antonietta, da diversi anni cassiera part-time nel settore della grande distribuzione, laddove part-time vuol dire essere costretti ad assecondare le tutte richieste di orari spezzati e reperibilità continua che non conosce festivi. Il tutto per una retribuzione che in molti casi non copre nemmeno i costi del fitto di casa.

Oppure c’è il racconto di Claudia, che dopo aver studiato al nord ed aver provato lì l’inserimento lavorativo passando per pseudo tirocini e formazioni, ha dovuto capitolare di fronte a proposte di lavoro che non le consentivano di coprire le spese di prima necessità ed è  tornata a casa dove, se non altro, ha un tetto sulla testa.


“Non si possono immolare i giovani sull’altare della destrutturazione del lavoro e del sistema dei diritti”, ha commentato il segretario il segretario generale della Cgil Puglia Giovanni Forte. Secondo la Cgil, la riforma del lavoro proposta dal Governo non affronta nessuno dei disagi raccontati dalle lavoratrici intervenute oggi, se non per aggravarli. “Per questo – ha spiegato Forte - domani (oggi, ndr) ci saranno iniziative nelle piazze di tutti i capoluoghi ma anche in quelle di molti comuni di provincia; si terranno anche assemblee nei luoghi di lavoro, davanti agli atenei e  ai centri commerciali; si incontreranno i Prefetti ai quali verranno consegnati i documenti della Cgil. Una giornata di mobilitazione importante per far cambiare rotta al Governo che non può continuate ad utilizzare  i giovani per far passare politiche che penalizzano il sistema dei diritti”.

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