Economia

Lavoro irregolare nelle aziende agricole, provincia di Bari seconda in Puglia

I dati resi noti oggi in Prefettura durante una riunione dell'Osservatorio sui reati nel settore agricolo e agroalimentare (Orsa). Nel barese irregolari 50 aziende su 93 controllate. Al primo posto in Puglia la provincia di Lecce

Quasi la metà delle aziende agricole in Puglia presentano irregolarità dal punto di vista della forza lavoro impiegata. Sono questi i dati che emergono da un'indagine presentata oggi in Prefettura a Bari durante una riunione dell'Osservatorio sui reati nel settore agricolo e agroalimentare (Orsa). Nel primo trimestre del 2013, su 403 attività agricole pugliesi controllate in 197 sono state riscontrate irregolarità (pari al 49% dei casi).

Il 71 per cento delle aziende agricole risultate irregolari sotto il profilo del lavoro sommerso è concentrato nella provincia di Lecce (24 su 34 ispezionate). Al secondo posto la provincia di Bari con 50 aziende irregolari sulle 93 controllate (54 per cento). Poi Brindisi con 27 irregolari su 54 (50 per cento), Taranto con 39 su 80 (49 per cento), Foggia con 57 su 142 (40 per cento).

SFRUTTAMENTO DEGLI IMMIGRATI - Nel corso dei lavori, Giuseppe De Leonardis della Flai Cgil ha evidenziato che "in Puglia ci sono almeno otto 'ghetti' di migranti impiegati a nero nei campi". Da Nardò, passando per Spinazzola e Canosa fino a Foggia, dove ne sono stati individuati ben cinque (a Rignano Garganico, Borgo Mezzanone, Borgo Libertà, Macchia Rotonda e Tre Titoli) per un totale di quasi 13 mila persone, impiegate soprattutto nella raccolta dei pomodori, provenienti dai paesi dell'Africa sud-sahariana e dalla Romania. Oggi è stato analizzato anche il fenomeno del cosiddetto "lavoro grigio". Su 38.221 migranti iscritti negli elenchi anagrafici della Puglia nel mese di dicembre 2012, 23.152 sono risultati sotto la soglia dei 51 giorni lavorativi, senza diritto quindi a contributi e malattie. Di questi oltre 15 mila in provincia di Foggia e per l'80 per cento rumeni.

GRUPPO INTERFORZE PER LA LOTTA AL LAVORO NERO - Alla riunione dell'Osservatorio hanno partecipato i prefetti pugliesi, i procuratori e i vertici delle Forze dell'Ordine, insieme ai rappresentanti della Regione e delle organizzazioni di categoria. L'assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli, ha proposto un accordo per creare "un gruppo di lavoro interforze" per il contrasto al lavoro nero in tre settori specifici (mobile imbottito nell'area murgiana, raccolta del pomodoro nel foggiano, settore dell'autotrasporto), mettendo a disposizione risorse per 800 mila euro.

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