Economia

Lotta al lavoro nero, in provincia di Bari il 27% delle aziende non è in regola

Presentato in Prefettura il bilancio delle attività di controllo svolto dalle task force provinciale per il contrasto al lavoro sommerso e irregolare

il vertice di oggi in Prefettura

In provincia di Bari un'impresa su quattro impiega lavoratori in nero. E'quanto emerge dai controlli effettuati nel corso del 2014 dalla task force provinciale per la lotta al lavoro sommerso, nata nell'agosto 2013 in ciascuna provincia pugliese grazie ad un Protocollo di Intesa sottoscritto dalla Regione Puglia con le Prefetture pugliesi e le direzioni regionali del Lavoro, INPS e INAIL.

I dati sono stati presentati questa mattina in Prefettura a Bari. Alla riunione hanno partecipato i Prefetti della regione, il Questore di Bari, l’assessore alle politiche per il lavoro della Regione Puglia,  le massime autorità regionali delle Forze dell’ordine, il direttore regionale del Lavoro dell’I.N.P.S. e I.N.A.I.L..

Agricoltura, pubblici esercizi, salottifici, i settori economici in cui il fenomeno del lavoro irregolare è risultato più diffuso. Sul territorio regionale, in aggiunta alle attività istituzionali di controllo ordinario, le aziende ispezionate nell'ambito delle attività della task force sono state in tutto 339.

In provincia di Bari, su 91 imprese controllate, 25 sono risultate non in regola (27,47%). I lavoratori sprovvisti di regolare contratto individuati sono stati in tutto 54, concentrati soprattutto in salottifici (14 aziende controllate, 21 dipendenti in nero) e agricoltura (18 aziende controllate, 17 lavoratori irregolari).

Al termine dell'incontro, i presenti hanno sottoscritto un accordo per estendere al prossimo biennio l'attività della task force, con l’impegno a convocare un tavolo specifico mirato alla ripartizione delle risorse disponibili e all’individuazione dei versanti sui quali far confluire e intensificare le ulteriori azioni di contrasto.

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