Scompare la cassa integrazione dal decreto 'Salva Ilva', i lavoratori ex Om scrivono al ministro Boccia

Nell'attesa che il processo di reindustrializzazione dello stabilimento sia completato da Selectika, è stata stralciata la norma che avrebbe garantito un anno di ammortizzatori sociali. "Non possiamo più aspettare" spiegano

Niente cassa integrazione per i lavoratori della Om Carrelli di Modugno, ancora in attesa che sia completato il processo di riconversione dello stabilimento nella zona industriale da parte dell'azienda Selectika, che vorrebbe trasformarlo in un centro riciclo rifiuti (carta plastica e vetro). Se da questo versante i 180 ex operai coinvolti nella vertenza Om sono tranquilli ("Abbiamo visto che Selectika è seriamente impegnata nel progetto, tanto da non far mai mancare la sua presenza ai tavoli di confronto" spiega a BariToday un portavoce dei lavoratori), lo stesso non si può dire per la tutela sul piano degli ammortizzatori sociali.

Scompare la norma dal decreto

Per completare il processo di reindustrializzazione, infatti, ci vorranno diversi anni e coinvolgerà solo una parte degli ex lavoratori (128 per la precisione). Nel frattempo per andare avanti rimangono solo gli aiuti statali, che però sono stati stralciati dal decreto legge che comprende anche le norme Salva Ilva, di fatto negando la cassa integrazione per cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva firmato a inizio settembre.

Una delusione cocente per gli operai, che attraverso i social avevano fatto tre richieste a inizio settembre: "Vogliamo che la Regione si attivi immediatamente per trovare la manina assassina che ha minato seriamente la vita di oltre150 persone e delle loro famiglie - scrivevano - vogliamo che il governo ponga definitivamente fine al problema degli ammortizzatori sociali reinserendo la norma estirpata, nel primo decreto utile. E vogliamo che la nuova azienda Selectika acceleri le procedure e dia inizio alla fase cantieristica senza indugiare ulteriormente".

La lettera al ministro Boccia

Con l'eliminazione dell'articolo 12, i lavoratori perdono un anno di ammortizzatori sociali. Una situazione insostenibile, tanto da aver scritto una lettera al neo ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, chiedendo appunto novità riguardo il paventato reinserimento dell'articolo nel decreto. A inizio settembre, infatti, era stato lo stesso ministro a rassicurarli che la situazione si sarebbe sbloccata. Una settimana dopo l'annuncio, però, tutto è ancora fermo "Come lei sa - scrivono nella nota - ieri all’incontro abbiamo avuto rassicurazioni da parte del presidente della task force regionale Leo Caroli e da Domenico De Santis, i quali dichiaravano in plenaria che era solo una questione di ore per avere risposte sul reinserimento del suddetto articolo." 

"Le nostre famiglie ,i nostri bambini non possono più aspettare per un piccolo sostegno al reddito che ci spetta per sopravvivere fino all'apertura della nuova azienda e quindi al ritorno al lavoro - si conclude lo scritto - Ringraziandola per la sua massima e attiva attenzione le porgiamo cordiali saluti".

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