Mercoledì, 23 Giugno 2021
Economia

Orari di apertura negozi, la Regione dice no alla liberalizzazione

La Regione annuncia il ricorso contro la norma che prevede la totale liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. L'assessore allo Sviluppo economico Capone: "Un regalo alla grande distribuzione e una batosta per le piccole imprese"

La Regione Puglia dice no alla liberalizzazione totale degli orari di apertura dei negozi. La norma che dal primo gennaio 2012 prevede la facoltà per i negozianti di tenere aperti i propri esercizi commerciali in qualsiasi orario e anche nei giorni festivi non piace all'amministrazione regionale, che annuncia, come anche altre Regioni italiane, un ricorso contro la liberalizzazione.

"La norma sulle liberalizzazioni così come è congegnata produce più danni che benefici" commenta l'assessore allo Sviluppo Economico e vicepresidente della giunta regionale pugliese, Loredana Capone. "Il rischio è - afferma Capone - che la liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture ovunque, anche nei piccoli comuni non turistici sia solo un regalo alla grande distribuzione e una batosta per le piccole imprese. Tutti riconosciamo che un minimo di regole è utile anche alla concorrenza in quanto serve per evitare che i più grandi e i più forti divorino i più piccoli facendoli fallire: la liberalizzazione totale però, rischia di diventare onnivora e uccidere il piccolo commercio nei centri urbani".

Del resto la posizione dei commercianti baresi in merito alla questione è nota da tempo: già a settembre, quando l'assessorato al Commercio del Comune convocò un tavolo con i rappresentanti di categoria per decidere se anticipare l'applicazione della norma sulla liberalizzazione, la risposta non poté che essere un "no" compatto.

"Che senso ha - continua Capone - imporre un'apertura 24 ore su 24 in piccoli comuni che nulla hanno a che fare con le visite turistiche e con la possibilità davvero di vendere i loro prodotti nell'arco domenicale, durante le feste ovvero durante la notte? Se la norma doveva servire ad aumentare i consumi il governo ha seguito la strada sbagliata, il rilancio dei consumi infatti può avvenire solo se si aumentano gli stipendi e i redditi delle famiglie dei ceti medi e bassi non semplicemente aumentando le ore di apertura dei negozi che rimangono vuoti".
 

 

 

 

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