Economia

Aperture domenicali, commercianti concordi: "Fino a fine anno il vecchio calendario"

Durante l'incontro tenutosi in mattinata con l'assessore al Commercio Albore, i rappresentanti di categoria hanno espresso la volontà di mantenere il calendario vigente che prevede una sola apertura straordinaria ogni ultima domenica del mese. Almeno fino al 1° gennaio 2012, quando entrerà in vigore la nuova norma contenuta nella finanziaria

Il calendario delle aperture domenicali dei negozi per i prossimi tre mesi non si tocca. E' questo l'orientamento scaturito dall'incontro tenutosi in mattinata tra i rappresentanti dei commercianti e l'assessore alle Attività Economiche Francesco Albore. Al centro della riunione la nuova norma contenuta nella manovra approvata dal governo, che prevede, a partire dal primo gennaio 2012, la liberalizzazione delle aperture domenicali e festive dei negozi esclusivamente per le città d'arte e turistiche (categoria nella quale rientra anche Bari). Una disposizione alla luce della quale il Comune avrebbe potuto decidere di derogare all'attuale calendario (concordato con le associazioni di categoria a settembre dell'anno scorso), cominciando ad adeguarsi alla nuova norma già a partire dagli ultimi mesi del 2011.

Ma le associazioni che hanno preso parte all'incontro di oggi (Confcommercio, Confartigianato, Unimpresa, Federcommercio, Cisal) hanno espresso unanimemente la volontà di mantenere il calendario vigente, rinviando al nuovo anno quella che si preannuncia, immancabilmente, come una nuova battaglia sulle aperture domenicali, che vede contrapposti gli interessi dei piccoli commercianti cittadini a quelli della grande distribuzione (assente all'incontro di oggi, nonostante l'invito inoltrato dal Comune). E che di battaglia si tratterà lo si intuisce anche dagli argomenti toccati durante la riunione, nel corso della quale l'attenzione si è rapidamente spostata dal problema delle aperture domenicali alla vera "causa" che rende Bari soggetta alla nuova norma sulle liberalizzazioni, ovvero lo status di città turistica.

"La vera questione - ha sottolineato Nicola De Giglio, presidente del Terziario Confartigianato - è chiedersi se sia giusto mantenere lo status giuridico di città turistica per Bari". Una questione rilanciata anche Giuseppe Margiotta, segretario provinciale di Unimpresa, che ha proposto la convocazione di un tavolo di concertazione per capire la posizione del Comune circa la volontà di mantenere o meno lo status.

E proprio il tema dell'accoglienza ai turisti diventa un altro punto caldo del confronto. Nel mirino dei commercianti la posizione del Comune, che ha giustificato l'esigenza di tenere aperti i negozi anche di domenica con la necessità di rendere la città più "accogliente" per i turisti - crocieristi soprattutto - che la visitano. "Ma i crocieristi - si obietta da più parti - al massimo arrivano nel murattiano, ma non arriveranno mai alla zona industriale, dove invece ci sono i centri commerciali che attirano i cittadini, mentre le strade della città si svuotano". Se l'intento è quello di attirare i turisti, ribattono i commercianti, allora si consenta l'apertura  straordinaria solo in quelle zone veramente interessate dal turismo, come il borgo antico e il murattiano, cercando anche di incoraggiare la presenza di artigiani i cui prodotti possano realmente spingere i turisti a fare acquisti.


Ma gli argomenti affrontati durante l'incontro non si sono limitati alla questione della liberalizzazione delle aperture. Lo stesso assessore, ad esempio, ha rilanciato la necessità di proseguire nel progetto di pedonalizzazione del centro (a cominciare da via Argiro) come una buona occasione per offrire ai cittadini uno spazio "per il passeggio" che li invogli a fare shopping in centro senza spostarsi nei centri commerciali. A margine della riunione Albore ha anche annunciato la volontà di organizzare per il prossimo 27 novembre a Bari gli "Stati Generali del Commercio".

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