rotate-mobile
Economia

Nuove trivelle nel mare pugliese, il M5Stelle chiede alla Regione di fermare le autorizzazioni governative

I rappresentanti grillini hanno presentato mozioni, in Giunta regionale ed i tutti i comuni in cui sono presenti, per bloccare la norma dell'Esecutivo che permette nuovi scavi sulle coste dei mari Adriatico e Ionio

Una mozione presentata in consiglio regionale e in tutti i comuni in cui è presente una delegazione del movimento. Il gruppo pugliese del Movimento 5 Stelle chiederà alla Giunta pugliese per provare a fermare il piano del Governo Meloni che prevederebbe nuove trivellazioni nei mari Adriatico e Ionio, a circa 12 miglia dalle coste della regione.

I membri pugliesi del partito grillino, consiglieri regionali e comunali insieme ai parlamentari locali, lamentano l'inutilità e la dannosità del possibile sblocco delle concessioni di estrazione di gas in mare previsto dal Decreto Aiuti-quater.  

"La soluzione del Governo Meloni - ha dichiarato il vicepresidente nazionale del M5S, il senatore Mario Turco - di autorizzare nuove trivellazioni nel mare Adriatico e nel Mar Ionio è fuori contesto. l gas che abbiamo è di poca consistenza ed è distribuito a macchia di leopardo. La sua consistenza, inoltre, non sarebbe sufficiente neanche a soddisfare il 4 per cento del fabbisogno energetico di gas annuale. Estrarlo, inoltre, non sarebbe conveniente sul piano economico per gli alti costi degli impianti e di estrazione, rispetto alla reale resa produttiva. Oltre alla mancata convenienza sul piano quantitativo ed economico, la decisione di trivellare i nostri mari non inciderebbe sui costi delle bollette dei cittadini, in quanto il prezzo del gas estratto sarebbe comunque determinato dalle quotazioni borsistiche del mercato di Amsterdam. Nella mozione chiediamo, pertanto, un fermo no alle trivelle sia per motivi ambientali che economici. È necessario proseguire sulla strada della transizione energetica per raggiungere gli obiettivi europei del Recovery fund e dell’agenda 2030".

“Chiediamo che la mozione venga discussa nella prossima seduta dell’assemblea regionale - ha dichiarato il vicepresidente del consiglio regionale, Cristian Casili - perché riteniamo fondamentale che anche il Consiglio regionale dia il suo contributo in questa battaglia per la difesa dei nostri mari. La nostra è una regione che ha delle aree marine protette e i nostri mari meritano rispetto. Il Decreto, in deroga al divieto oggi esistente, consente il rilascio di nuove concessioni di coltivazione di idrocarburi in zone di mare fra le 9 e le 12 miglia dalla costa e dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette. Non possiamo restare a guardare: recentemente il Consiglio regionale della Puglia ha ribadito la contrarietà alle trivellazioni in mare e la Regione è in prima linea per scongiurare la ripresa delle attività di ricerca di idrocarburi nel nostro mare e per tracciare una linea di azione comune sulla cosiddetta transizione energetica".

“Il nostro no alle trivelle - ha spiegato la deputata Patty L’Abbate, vicepresidente della Commissione ambiente della Camera dei Deputati - è motivato da basi scientifiche. Ricerche hanno evidenziato la presenza di sostanze tossiche vicino alle piattaforme, tossiche per l’ecosistema marino e per la salute umana. Greenpeace, in un suo rapporto, le chiamò le 'trivelle fuorilegge'. I componenti pericolosi identificati sono gli idrocarburi policiclici aromatici e i metalli pesanti, sostanze che attraverso la catena alimentare, giungono all’uomo. I policiclici aromatici sono cancerogeni, l’acqua di formazione che si estrae dai giacimenti con il gas, insieme alle acque di processo contengono elevati contenuti di idrocarburi cancerogeni e vengono smaltite direttamente in mare".

"Nelle scorse settimane abbiamo depositato mozioni e Ordini del Giorno nei Comuni di Bari, Manfredonia, Andria Trani, Brindisi, Lecce e Taranto - ha dichiarato Antonello Delle Fontane, capogruppo del M5S al Comune di Bari - e faremo la stessa cosa in tutti i Comuni in cui il M5S è presente. Per quanto riguarda Bari abbiamo depositato un ordine del giorno che impegnerà sindaco anche in qualità di presidente Anci. Se l'ordine del giorno verrà accolto, il sindaco potrà confrontarsi con il Governo anche a nome dei Comuni italiani".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Nuove trivelle nel mare pugliese, il M5Stelle chiede alla Regione di fermare le autorizzazioni governative

BariToday è in caricamento