Economia

Magneti Marelli, Fiom-Cgil vince il ricorso: avrà rappresentanza in fabbrica

Il Tribunale di Bari dà ragione al sindacato, il cui rappresentante non era stato rinosciuto dalla Fiat. L'azienda condannata per attività antisindacale

Il Tribunale di  Bari riconosce il diritto della Fiom-Cgil ad avere i propri rappresentanti alla Magneti Marelli. I giudici hanno accolto il ricorso del sindacato contro la Fiat, che nello stabilimento barese si era rifiutata di riconoscere i rappresentanti nominati dalla Fiom tre mesi fa, sospendendo di fatto il diritto del sindacato ad avere un proprio spazio per convocare assemblee e una propria bacheca.

Alla base della vertenza una controversa interpretazione dell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori, che in questi mesi vede il sindacato contrapporsi all'zienda in diverse città d'Italia. Secondo l'azienda, infatti, a far parte delle rappresentanze sindacali di fabbrica possono essere solo le persone appartenenti a sindacati che hanno firmato il contratto aziendale. Per questo la Fiom-Cgil, che non ha siglato gli accordi, per la Fiat non avrebbe  diritto ad una sua rappresentanza in fabbrica. Una posizione duramente contestata dal sindacato - che peraltro è quello che conta il maggior numero di iscritti nello stabilimento - che ha fatto ricorso ai giudici.

I diversi Tribunali chiamati a pronunciarsi sulla vertenza hanno finora espresso posizioni contrastanti. Nelle sedi di Bari, Bologna e Napoli  i giudici hanno dato ragione alla Fiom, mentre a Milano, Torino e Lecce, sempre per le stesse richieste, la giustizia si è pronunciata a favore della Magneti Marelli e Fiat.

 

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