Economia

Magneti Marelli cancella gli investimenti, la Fiom: "Un ricatto ai lavoratori"

Sindacati allarmati dopo la revoca degli investimenti annunciati per il 2014. Dura la Fiom: "Minacce che creano un ricatto occupazionale, si vuole eliminare il ruolo dei sindacati". La Regione pronta ad incontrare i vertici aziendali

Niente nuovi investimenti nello stabilimento barese per il 2014: il dietrofront di Magneti Marelli rispetto a quanto annunciato a febbraio scorso mette in allarme in sindacati.

LE ACCUSE ALLA FIOM - La Uilm, primo sindacato a dare notizia ieri della decisione, ha già fatto sapere di aver chiesto un incontro con i manager della società nel tentativo di far cambiare idea all'azienda sulla revoca degli investimenti. Richiesta alla quale si è associata anche la Fim Cisl, che per bocca del suo segretario nazionale, Ferdinando Uliano, ha però attribuito la decisione di Magneti Marelli alla Fiom-Cgil, responsabile di aver esasperato il conflitto aziendale con le sue "iniziative di sciopero volte ad ostacolare l'introduzione delle pause collettive anziché individuali".

LA REPLICA DI FIOM-CGIL -  Ma la Fiom non ci sta e contrattacca, accusando Magneti Marelli di voler "annientare il ruolo del sindacato". "I timori della Cgil erano fondati -  in una nota congiunta il segretario generale Cgil Bari, Pino Gesmundo, e il segretario Fiom Bari, Antonio Pepe - quello che sta avvenendo alla Magneti Marelli di Bari è un atto strumentale ed è la conseguenza di quel meccanismo a catena che temevamo si innescasse. Attraverso le minacce di delocalizzazione e di chiusura delle aziende si crea un vero e proprio ricatto occupazionale e la mortificazione del ruolo del sindacato con conseguente lesione dei diritti dei lavoratori". "E' assurdo che l'azienda metta in discussione un investimento di dieci milioni di euro di cui 3 milioni e mezzo di finanziamenti pubblici per una normale vertenza sull'organizzazione del lavoro, cosa - si evidenzia - che è sempre avvenuta nell'ambito delle fisiologiche dinamiche di confronto e della dialettica sindacale che esiste in tutte le aziende e che non ha mai provocato grandi stravolgimenti".

SUBITO UN TAVOLO DI CONFRONTO - Associandosi alla richiesta degli altri sindacati, anche la Fiom ha chiesto la convocazione urgente di un incontro allargato anche alle istituzioni locali, al pari di quello che sta avvenendo in queste settimane per la Bridgestone. L'assessore regionale allo Sviluppo Economico Loredana Capone, intanto, ha già fatto sapere di aver convocato un incontro per approfondire la questione del mancato investimento. La Regione, ha precisato Capone in una nota, "valuta sempre opportuno monitorare gli investimenti delle aziende cui sono stati concesse agevolazioni con fondi pubblici", anche se, precisa, "da una prima valutazione la questione sarebbe limitata a una piccola parte degli investimenti programmati".

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