Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

Magneti Marelli, l'azienda fa dietrofront: nessun investimento nello stabilimento di Modugno

Revocata la decisione, annunciata a febbraio, di far produrre nella fabbrica barese un cambio elettronico di quarta generazione. Protestano i sindacati

Nessun investimento nello stabilimento di Modugno per la produzione di un cambio elettronico di quarta generazione: la Magneti Marelli fa dietrofront rispetto a quanto annunciato a febbraio scorso e revoca l'impiego di nuovi capitali programmato nella fabbrica barese per il 2014.

Secondo il piano presentato due mesi fa dall'azienda, la fabbrica della zona industriale sarebbe stata destinata alla produzione di 'freechoice' di quarta generazione, ovvero un cambio elettronico applicato sul volante delle auto del gruppo Fiat e di altri marchi europei.

Ad annunciare la "marcia indietro" dell'azienda è oggi il segretario nazionale della Uilm, Eros Panicali. "Questa decisione - spiega in una nota - non ci trova d'accordo ed abbiamo chiesto al 'management' della società di incontrarci, affinché sia possibile rivedere la posizione presa da parte aziendale. Siamo fiduciosi delle nostre buone ragioni".

FIM CONTRO FIOM - La  revoca dagli investimenti da parte dell'azienda rischia anche di inasprire i rapporti tra le rappresentanze sindacali. Il segretario nazionale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, attribuisce la decisione di Magneti Marelli alle "iniziative di sciopero messe in atto dalla Fiom-Cgil volte ad ostacolare l'introduzione delle pause collettive anziché individuali" . E' "grave - secondo Uliano - che da parte della Fiom-Cgil non sia stato valutato il rischio della messa in discussione degli investimenti a seguito dei comportamenti di esasperazione del conflitto messo in atto. Soprattutto visto che da tempo, in tante altre realtà del gruppo Fiat, si effettuano pause collettive condivise in passato anche dalla Fiom-Cgil".

"Come segreterie nazionali - prosegue la Fim - abbiamo chiesto immediatamente l'incontro a Magneti Marelli, in quanto siamo preoccupati delle prospettive industriali e occupazionali del sito barese se l'azienda dovesse dare seguito a quanto annunciato oggi. Come Fim Cisl ribadiamo a Magneti Marelli, come d'altra parte avevamo già dichiarato il 25 febbraio scorso, la nostra piena disponibilità ad affrontare tutte le discussione inerenti e necessarie alla nuova organizzazione del lavoro al fine di trovare soluzioni e rendere fattibile l'investimento nel sito pugliese".

*Ultimo aggiornamento ore 18.15

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