Il futuro di 141 lavoratori in bilico, protestano i dipendenti dell'ex Auchan di Modugno: "Passaggio a Despar? Da Margherita nessuna notizia"

Questa mattina il sit-in promosso da Filcams Cgil Puglia e Uiltucs Puglia davanti alla Regione. Dalla task force per l'occupazione l'impegno a intervenire convocando entro dieci giorni un incontro con l'azienda. I sindacati: "Pronti anche a forme estreme di lotta"

Quale sarà il futuro dell'ex ipermercato Auchan di Modugno? I 141 lavoratori tornano a chiedere chiarezza sulle sorti della struttura commerciale. A preoccupare i sindacati è l'assenza di notizie, da parte dell'azienda, sulla trattativa per l'arrivo di un nuovo operatore commerciale che dovrebbe subentrare nella gestione del punto vendita. Così questa mattina i lavoratori hanno manifestato davanti alla sede della Regione, sul lungomare, per sollecitare un intervento istituzionale nella vicenda.

Nel corso della mattinata, una delegazione di lavoratori e sindacalisti è stata ricevuta da una dirigente della task force regionale per l'occupazione. Da parte della Regione, i sindacati hanno incassato l'impegno alla convocazione di un tavolo con l'azienda: "Entro dieci giorni - spiega Barbara Neglia, segretario regionale Filcams Cgil Puglia - la task force proverà a convocare un tavolo in presenza, in alternativa in videoconferenza, convocando l'azienda ma anche il Comune di Modugno".

La nota di Margherita Distribuzione sullo sciopero

I sindacati premono per conoscere con chiarezza "tempi e numeri" di quel passaggio ormai chiaramente all'orizzonte: "Da voci che ci arrivano dovrebbe esserci un passaggio a Despar - spiega Neglia - ma noi non abbiamo nessuna notizia. Del resto, la procedura per un eventuale passaggio è in capo a Margherita Distribuzione, finché non la avvia tutte le informazioni non trovano fondamento. A noi l'azienda - ribadisce Neglia - non ha comunicato nulla, ma sappiamo che dal 22 luglio inizierà la riduzione di superficie, mentre da giovedì inizia lo svuotatutto e ormai non ricevono merce da settimane, tutto questo non ci fa stare tranquilli". A preoccupare sono soprattutto i numeri e le condizioni del passaggio, con una parte di lavoratori che molto probabilmente non potrà essere riassorbita dal nuovo operatore, "tenendo conto che - riferisce Neglia - il ridimensionamento della superficie sarà pari al 50%". Tra i venti e i trenta lavoratori avrebbero nel frattempo aderito alla procedura di mobilità incentivata, ma il problema resta: "Questa situazione - sottolinea la sindacalista - non ci permette neppure di trovare le condizioni per cercare soluzioni alternative per chi non farà parte dei lavoratori Despar". "Aspettiamo questa convocazione - conclude - ma abbiamo detto anche alla Regione che oggi non siamo più nelle condizioni di poter aspettare e se saremo costretti faremo anche azioni per bloccare l'ipermercato con un'occupazione".

"Ci auguriamo che il tavolo che convocherà la Regione possa essere risolutivo, altrimenti siamo pronti anche a forme estreme di lotta", ribadisce Marco Dell'Anna, segretario Uiltucs Puglia.  "Al momento - spiega Dell'Anna - non sappiamo se la trattativa con Despar di cui si parla ufficiosamente sia stata conclusa, a quali condizioni, e a quanti numeri è interessato Despar. Il punto interrogativo - prosegue - diventa ancora più forte se pensiamo che comunque Despar potrebbe rilevare circa il 50% della superficie, quindi abbiamo comunque un problema relativo agli esuberi sulla restante parte". Impossibile sapere se al momento ci sia una trattativa anche con un secondo operatore: in caso contrario, quello degli esuberi - temono i sindacati - diventerebbe un problema dai numeri pesantissimi. "Non possiamo permettere speculazioni sulla pelle dei lavoratori - assicura Dell'Anna - Non possiamo consentire che si possa svuotare un ipermercato di merce senza avere garanzie sul futuro, noi non resteremo a guardare".

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*Ultimo aggiornamento ore 15.50

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