Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia Murat / Piazza Umberto I

"Uniti per difendere il lavoro", sfilano gli operai delle aziende in crisi

Om, Bridgestone, Natuzzi, Telecom Puglia: in 250 hanno sfilato in corteo da piazza Umberto a piazza Prefettura. Accanto ai lavoratori anche le loro famiglie. "Uniamo le vertenze pugliesi, dalle istituzioni vogliamo risposte concrete"

Uniti per rivendicare il diritto "al lavoro e alla dignità", per chiedere alle istituzioni un impegno concreto, al netto dei proclami e delle "passerelle di solidarietà". Sfilano in circa 250, da piazza Umberto sin davanti alla Prefettura, gli operai delle aziende baresi e pugliesi che in questi mesi vedono a rischio il proprio posto di lavoro.

In testa al corteo ci sono loro, gli ex dipendenti dell'Om Carrelli di Modugno, che da due anni lottano per ottenere risposte chiare sul loro futuro. Con i mesi trascorsi in presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica, sono diventati un simbolo della lotta per il lavoro. E in piazza insieme a loro ci sono anche le famiglie. Raccontano le loro storie, storie simili, che si ripetono: anni trascorsi in fabbrica, la difficoltà di trovare un nuovo lavoro, la cassa integrazione che sta per finire, il mutuo da pagare, i figli da crescere. Già i figli. "Ci sono anche loro con noi - dice Filippo, 25 anni trascorsi in OM, mentre tiene per mano il figlio di 8 anni - perchè anche loro vivono ogni giorno la nostra situazione. Ogni giorno ci vedono in casa, e quando ci chiedono qualcosa, come un vestito, o l'ultimo videogioco, noi dobbiamo spiegarglielo perchè non glielo possiamo comprare". C'è anche chi sarebbe disposto a lasciare tutto e partire, spostarsi al nord, o in Germania, se solo l'azienda accettasse la sua domanda di trasferimento: "Chiudo tutto e vado ovunque pur di ricominciare a lavorare"", dice Nicola, due figli di 9 e 4 anni. "Se oggi siamo qui - spiega Luigi, 36 anni, sposato con due bambini, di cui una di pochi mesi - è perchè vogliamo che l'attenzione sulla nostra vicenda non cali, vogliamo che si continui a parlarne fino a che non sarà trovata una soluzione".

In piazza, al fianco degli operai dell'Om, ci sono anche i giovani di Alternativa Comunista e dei collettivi AteneinRivolta.org, NoAusterity, Rivoltiamo la precarietà, rappresentanti dei migranti del Cara e del 'Socrate Occupato'e giovani precari. Ma soprattutto ci sono anche gli operai di altre aziende: Natuzzi, Bridgestone, Telecom Puglia, Bosch. Altre vertenze, figlie della stessa crisi, altri posti di lavoro a rischio. Per la prima volta, in piazza tutti insieme, in una manifestazione autorganizzata. Perchè, spiega Francesco Carbonara, Rsu Fiom dell'Om, "l'obiettivo vero adesso è unire tutte le vertenze della Puglia per avere una maggiore forza". "Tutte le trattative hanno fallito", continua carbonara, "E allora noi lanciamo la nostra proposta la nostra proposta alle istituzioni: espropriare le fabbriche, nazionalizzarle e darle in gestione ai lavoratori".

Intanto il prossimo 5 novembre al Ministero dello Sviluppo economico a Roma dovrebbe tenersi un nuovo incontro sulla vertenza OM. "Ci hanno detto - dicono gli operai - che ci sarebbero un paio di aziende interessate alla fabbrica, ma chissà". Di sicuro, dopo due anni di trattative fallite, i lavoratori OM non sono più disposti a credere a proclami e promesse. In testa al corteo, sfila un manichino con volto di Pinocchio: "Il simbolo - dicono gli operai - delle bugie che la Kion ci ha detto in questi mesi".

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