Economia

La Puglia e le "imprese possibili", la Regione fa il punto sulla "manovra anticrisi"

Presentati ieri in conferenza stampa i risultati della "manovra anticrisi" varata dalla Regione all'inizio del 2009: 18 bandi attivati a sostegno delle piccole e medie imprese, quasi 3.500 progetti finanziati

Si chiama “Le imprese impossibili non esistono”, il dossier presentato ieri dal governatore Vendola insieme con l’assessore competente Loredana Capone e il direttore d’Area Davide Pellegrino. Un documento per fare il punto sui risultati della "manovra anticrisi" varata dal governo regionale alla fine del 2008, quando i primi morsi della crisi mondiale iniziarono a farsi sentire nel sistema economico italiano. I primi bandi a sostegno delle imprese pugliesi vennero attivati all'inizio del 2009, per un totale di 18 bandi relativi ai settori economici più disparati, dall'artigianato all'agroalimentare, dal sociale al turismo e all'ICT:  quasi 3.500 progetti ammessi a finanziamento del valore di oltre 1,851 miliardi di euro, cioè il 3,4% del Prodotto interno lordo della Puglia, che una volta entrati a regime, creeranno all'incirca 4.500 posti di lavoro.

Ma alle politiche di sostegno alla creazione di nuove imprese si è anche aggiunto il lavoro di negoziazione della Regione per trattenere in Puglia i grandi gruppi industriali: “Tre anni fa i grandi gruppi della meccanica – ha spiegato Vendola in conferenza stampa – ci hanno detto che erano pronte le valigie per il trasferimento in altre parti del mondo a cominciare dal Messico. Aver trattenuto Bosch e Getrag in Puglia non è stato un miracolo, è stato un lavoro durissimo, un lavoro legato a incentivi mirati. Aver favorito l’implementazione occupazionale della Magneti Marelli a Bari non è stato un miracolo, è stato frutto di una politica industriale. Questo è un paese ormai da troppo tempo, non solo orfano di una politica industriale, ma baldanzosamente estraneo all’idea che la politica si debba occupare di strategie industriali”.  "Io sono orgoglioso - ha continuato il governatore - di aver veicolato la mia regione dai punti più bassi d’Europa di standard di politiche pubbliche sull’innovazione (eravamo al posto 167 tra le regioni d’Europa nel 2005) mentre oggi siamo tra le prime regioni italiane per le politiche dell’innovazione”.

“Le nostre politiche economiche – ha spiegato la vicepresidente e assessore allo sviluppo economico Loredana Capone – fanno parte di un unico disegno strategico che è un vero e proprio Piano per lo Sviluppo. In questo programma gli ingredienti principali sono rappresentati dall’attenzione all’innovazione e alla ricerca che deve entrare in tutte le imprese, nelle grandi come nelle piccole. Questo metodo ci ha fatto notare sui mercati esteri dove ono cresciute le esportazioni di oltre il 20%, mentre l’Istat ci dice che le imprese piccole e medie che innovano in Puglia sono tra il 27 e il 33,9%. Adesso stiamo lavorando perché gli stessi riscontri si vedano nell’occupazione. L’innovazione è il nostro marchio di fabbrica e il tratto distintivo di questo governo regionale. Solo così le imprese impossibili non esistono”.

Sui risultati ottenuti dalla "manovra anticrisi" regionale non sono mancati i commenti critici dell'opposizione, che ha smorzato i toni entusiastici della giunta Vendola: “C’è qualcosa che non quadra tra i numeri dati dal Presidente Vendola e dall’assessore Capone in conferenza stampa e i numeri impietosi rilevati dall’Istat sulla disoccupazione (soprattutto giovanile) in Puglia. - ha commentato il capogruppo del Pdl Rocco Palese - Con tutto il rispetto siamo portati a credere ai numeri dell’Istat, quindi c’è qualcosa che non va nello scenario idilliaco disegnato da Vendola e Capone”. “Noi la spiegazione ce l’abbiamo – dice Palese – e la diciamo da anni: questa non era e non è una manovra anticrisi, ma un elenco di adempimenti obbligatori (i bandi) che la Giunta Vendola ha compiuto con due anni di ritardo (nel 2009) a valere sui Fondi comunitari 2007 – 2013".
 

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