Martedì 1 maggio alle ore 9 piazza San Pietro Cgil, Cisl, Uil di Bari:"Sicurezza: il cuore del lavoro"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

'Sicurezza: il cuore del lavoro', è lo slogan che quest'anno accompagna la festa del Primo maggio. Una giornata che Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di dedicare, al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La sicurezza e la salute sul lavoro "sono diritti essenziali in tutti i Paesi del mondo. Non si può e non si deve morire di lavoro, questo tema deve diventare una priorità per il prossimo Governo, che deve preoccuparsi di intensificare i controlli e diffondere la cultura della prevenzione. Martedì 1 maggio alle ore 9 in piazza San Pietro, nella città vecchia sarà scoperta dai tre segretari territoriali Gigia Bucci (CGIL), Giuseppe Boccuzzi (CISL) e Franco Busto (UIL), una targa per ricordare queste vittime sul lavoro. Luogo non casuale perché fu la piazza più colpita da una delle stragi su lavoro più funeste che la storia abbia mai registrato, l’esplosione della nave americana «Charles Henderson» che trasportava bombe. Era ormeggiata nel porto di Bari, il 9 aprile 1945: 360 morti, tra cui circa cinquanta membri dell’equipaggio della nave americana e 1.730 feriti, Subito dopo, alle ore 10 in Piazza Odegitria davanti la cattedrale, inteverranno, oltre ai i segretari generali Cgil Cisl e Uil, il sindaco di Bari Antonio Decaro e le numerose testimonianze di immigrati, vigili del fuoco e pensionati sopravvissuti a quel giorno. Saranno presenti anche le associazione marinai d’Italia, i vigili del fuoco,l’autorità portuale, la capitaneria di porto, istituzioni, il Prof. Vitantonio Leuzzi Direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea Gli infortuni sul lavoro tornano a crescere, e spieganoi tre segretari generali territoriali, “ È troppo riduttivo ormai buttarla in statistica, le morti sul lavoro non sono numeri da inserire in grafici da analisi per addetti al settore, sono uomini e donne, giovani e anziani lavoratori che escono la mattina di casa, spesso salutando la loro prole, e la sera non fanno più rientro a casa perché il loro datore o in questi casi sarebbe meglio chiamarlo padrone, decide di fare margini di profitto investendo poco e niente sulla sicurezza nella sua azienda e per i suoi dipendenti. La Provincia di Bari, lo scorso anno non ha registrato la solita mattanza di infortuni mortali, ma anche 9 o 10 decessi per causa infortunio sul lavoro, sono veri e propri omicidi sociali. Troppe aziende baresi hanno deciso di virare ormai verso il basso quando si parla di lavoro: finti part time, lavoro nero, contratti collettivi pirata, formazione ed investimenti sulla sicurezza al lumicino, stanno portando alla nuova era del mercato del lavoro da discount. I controlli dell'ispettorato territoriale, quei pochi che si riescono a fare, vista la carenza di personale ispettivo, ci dicono che 7 aziende su 10 visitate risultano irregolari e che la maggior violazione riguarda proprio l'osservanza sulle norme per la salute e sicurezza sul lavoro. La forza di questa anti cultura del lavoro sta proprio nell'esercito dei disoccupati e di quelli che si sono arresi definitivamente nel cercare lavoro, Neet o inattivi, che danno forza a quelle logiche datoriali spregiudicate e spesso anche e purtroppo spesso infiltrate, per cui a chi si ribella per sicurezza e paghe regolari c'è sempre come risposta "avanti un altro.....un po' più disperato" . Come sindacato daremo battaglia soprattutto sul lato della prevenzione, la nostra rete di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza vogliamo che sia sempre più protagonista in positivo sui luoghi di lavoro, non per fare i controllori o le prese d'atto ma per stimolare quella cultura della prevenzione e della sicurezza che possa fare il lavoro più sicuro e meno patologico di come lo stiamo subendo un questi ultimi anni. Non ci fermeremo al primo maggio, ma sulla base di quello che abbiamo deciso insieme a gennaio all'assemblea nazionale unitaria degli Rls ed Rlst, costruiremo un percorso di azione, monitoraggio e quando serve di denuncia per far crescere nei luoghi di lavoro la consapevolezza che il cuore del lavoro è la Sicurezza, fermandosi il quale si muore.” Afinchè non si abbassi mai la guardia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, le tre sigle sindacali hanno voluto fortemente questa giornata.

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