Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

"Meno tasse e sostegno all'innovazione", l'appello di Squinzi al governo

Dall'assemblea di Confindustria Bari-Bat tenutasi oggi a Bari il neopresidente dell'associazione lancia il suo allarme e si rivolge al governo: "Ce la metteremo tutta per uscire dalla crisi, ma le istituzioni ci diano una mano"

Meno tasse, una politica industriale efficace che premi l'innovazione, un'attenzione particolare al Mezzogiorno che "parte svantaggiato" ma in cui "ci sono tante opportunità". A Bari per partecipare al convegno di Confidustria Bari e Bat il neopresidente dell'associazione Giorgio Squinzi spiega la sua ricetta per uscire dalla crisi e lancia il suo messaggio al governo, menttendo in luce criticità e problemi del settore.

"PREMIARE L'INNOVAZIONE" - "Vedo con preoccupazione - ha detto Squinzi parlando del dl sviluppo del governo - che nel decreto per lo sviluppo non ci sono sostegni per la ricerca e l'innovazione". Per Squinzi "é ormai stato dimostrato in tante situazioni che forti investimenti in ricerca e innovazione hanno veramente avuto la capacità di trasformare i Paesi e renderli più competitivi". Per questo, ha aggiunto, "mi auguro che, partendo dai punti positivi che ci sono nel decreto sviluppo, si possa cercare di ritrovare tutte quelle risorse che consentono di mettere in applicazione concreta i punti previsti dal decreto, aggiungendo quel sostegno alla ricerca che invece sembra un po' mancare". "Il Paese - ha concluso Squinzi - ha bisogno di una efficace politica industriale che non vuol dire immaginare una pioggia di risorse pubbliche in un momento in cui le risorse sembra non ci siano", ma vuol dire "concepire una politica industriale che sappia mettersi dal punto di vista delle imprese, capace di scegliere, che premi l'innovazione".

"MENO TASSE E PIU' SVILUPPO" - Il presidente dell'associazione degli industriali ha poi affrontato il nodo della spending review, sulla quale avrà domani un incontro con il premier Mario Monti. "Mi auguro - ha detto Squinzi - che attraverso la sua revisione si possa veramente accumulare quei fondi che ci permettano da un lato di ridurre la pressione fiscale, e dall'altro di poter riprendere a fare investimenti nella direzione della crescita e dello sviluppo". "Noi - ha aggiunto - abbiamo bisogno di una riduzione di tasse. Il total tax rate in Italia è al 68,5% contro il 46,7% in Germania, il 37% nel Regno Unito, il 52% in Svizzera". "Quindi - ha rilevato Squinzi - le nostre imprese hanno un fardello sulle spalle che fino ad ora hanno portato e lo hanno pagato in termini di incapacità di crescere e di produttività". "Questa è una situazione contro cui non riusciamo più a combattere: abbiamo bisogno - ha concluso - di un sistema Paese che ci permetta di venirne fuori in maniera definitiva".

"PRONTI A LOTTARE, MA LE ISTITUZIONI CI AIUTINO" - Squinzi ha quindi lanciato un appello al governo e alle istituzioni, affimché si faccia fronte comune per uscire dalla crisi: "Noi, come imprenditori, siamo tutti pronti a metterci in gioco; ce la metteremo tutta ma abbiamo bisogno che dalle istituzioni ci venga data una mano: abbiamo bisogno di ritrovare un Paese normale per tante imprese che sono speciali". Squinzi ha ricordato "i dati di questa mattina" dell'Istat, che "ci dicono che a fronte di un leggerissimo calo dello 0,1% della disoccupazione a maggio, abbiamo un importante aumento della disoccupazione giovanile che ormai ha superato il 36%: è su questo punto - ha ribadito - che ci dobbiamo battere". "Abbiamo bisogno - ha concluso Squinzi - di credere nel nostro futuro, di ritrovare il nostro entusiasmo come imprenditori, di ritrovare stimoli per la competitività. Perché solo attraverso lo sviluppo e la crescita saremo capaci di creare occupazione".


(Fonte: Ansa)

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