Economia

Mercato immobiliare in Puglia: il 60% dei giovani compra casa solo grazie ai genitori

Disoccupazione e precariato rendono l'acquisto della casa un obiettivo sempre più difficile da raggiungere per i giovani, a meno che non si possa contare sul sostegno economico di mamma e papà: i dati di un'indagine condotta dall'osservatorio Immobiliare Rubino

Li hanno chiamati bamboccioni, mammoni, abituati alle comodità. Li hanno accusati di non voler abbandonare le camicie stirate e la pasta al forno della mamma. Ma è davvero per questo che i giovani italiani non vogliono andare via di casa? O, più semplicemente, non possono permetterselo? Retaggi culturali a parte, sicuramente innegabili, c’è il fattore denaro, quanto mai fondamentale per decidere di compiere il grande passo: “c’è grossa crisi”, direbbe Quelo, personaggio interpretato da Corrado Guzzanti, ma non siamo in un film comico. È la realtà. E allora si scopre che il 60% dei giovani pugliesi con meno di 35 anni ha potuto comprare casa nei primi 6 mesi del 2011 solo grazie all’aiuto di mamma e papà. Il target sociale è vario, anche di ceto medio basso e di lavoratori dipendenti, ma quasi sempre con 2 redditi.

Lo afferma lo studio condotto dall’Osservatorio Immobiliare Rubino, importante catena pugliese di agenzie immobiliari: soltanto i soldi contanti dei genitori hanno permesso a questi giovani di comprare un’abitazione. Difficoltà ad aprire un mutuo, lavoro sempre più precario, crisi economica sono certamente i motivi principali, ma anche mentalità, secondo Andrea Rubino, presidente dell’omonima immobiliare: “Spesso i genitori si sentono in dovere di contribuire per offrire ai proprio figli una garanzia per il futuro”. Questo, secondo Rubino, spiegherebbe anche l’alta percentuale di over 60 che acquista in provincia, il 36% nei primi 6 mesi dell’anno: “Quando vanno in pensione – spiega Rubino – spesso i genitori decidono di vendere la casa in città per ritirarsi in provincia, dove le abitazioni costano meno, e dare una parte dei soldi ai figli per aiutarli a comprare la propria”. In generale, secondo lo studio, a Bari città le transazioni immobiliari sono cresciute del 5,92% dal 2009 al 2010 e del 10% rispetto al 2008, mentre i tempi della trattativa sono ormai stabilizzati intorno ai 6 mesi: “Un trend positivo – sottolinea Rubino – che speriamo di mantenere anche nel secondo semestre del 2011, nonostante la Finanziaria, e che è dovuto in parte anche all’introduzione della cedolare secca, che ha favorito gli acquirenti di case da affittare come investimento. Gli Italiani sono da sempre un popolo di risparmiatori e il mattone è considerato la miglior forma di investimento, soprattutto in un periodo di turbolenze finanziarie, infatti l’80% degli italiani possiede una casa, per un valore complessivo di 6mila miliardi di euro”.

In particolare nel primo semestre di quest’anno, il 63% di chi acquista casa a Bari ha tra i 30 e i 50 anni, il 17% tra i 51 e i 60, il 10% più di 60 e solo il 10% ha meno di 30 anni: un dato, quest’ultimo, che conferma la difficoltà per i giovani di emanciparsi, soprattutto nelle grandi città, dove il costo della vita è maggiore; in provincia, invece, il 36% degli acquirenti ha oltre 60 anni, il 33% tra i 30 e i 50, il 10% tra i 51 e i 60, mentre la percentuale degli under 30 cresce fino al 21%, complice i prezzi al metro quadrato più bassi. Tra le zone più gettonate della città di Bari, dove i prezzi al metro quadrato sono più alti, troviamo la zona Umbertina (fino a 4.500 euro al mq), Murat (anche qui fino a 4.550 euro al mq), Poggiofranco e San Pasquale zona alta (fino a 2.900 euro al mq) e, sorprendentemente, Faro e San Cataldo (fino a 3.500 euro), in particolare per le abitazioni nuove e pregiate e con vista mare. La tipologia più richiesta resta il trivani con posto auto. Diversificati invece i prezzi in provincia, più bassi che in città ma più alti nei Comuni della cinta barese, i cosiddetti ‘paesi dormitorio’ (Bitritto, Modugno).

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