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Alcune lavoratrici al presidio davanti alla Prefettura

Alcune lavoratrici al presidio davanti alla Prefettura

Mercatone Uno, sciopero e sit-in dei lavoratori: "Risposte chiare sul nostro futuro"

Anche a Bari un gruppo di dipendenti ha aderito alla manifestazione convocata da Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale. In Puglia sono due i punti vendita in chiusura, ma l'azienda, che a gennaio ha fatto richiesta di concordato preventivo, non ha ancora presentato il nuovo piano industriale, e i lavoratori non sanno ancora quale sarà il loro destino

Dei sette punti vendita presenti in Puglia, quelli di Brindisi e Francavilla sembrano ormai destinati a chiudere i battenti, come altri 32 in tutta Italia. La merce non viene più consegnata, e sono state avviate "vendite promozionali che, più realisticamente - denunciano i sindacati - appaiono come esaurimento merce". Da quando l'azienda, a gennaio scorso, ha presentato richiesta di concordato preventivo, i dipendenti del Mercatone Uno continuano a non avere nessuna notizia certa sul loro futuro. Per questo stamattina alcuni di loro, a Bari come in altre città italiane, hanno dato vita a un sit-in di protesta, aderendo alla mobilitazione nazionale proclamata da Cgil, Cisl e Uil.

A Bari il sit-in, animato da un gruppo di lavoratori, si è tenuto davanti alla Prefettura, in contemporanea con la protesta nazionale che ha avuto il suo fulcro a Roma, al Ministero dello Sviluppo economico. Chiare le richieste: risposte certe sul destino di Mercatone Uno e dei suoi dipendenti, circa 4000 in tutta Italia, 300 in Puglia (di cui 110 nel barese, tra i punti vendita di Bari Max e Terlizzi).

In mattinata una delegazione di manifestanti è stata ricevuta in Prefettura. "Vogliamo far conoscere la nostra situazione alle istituzioni - dice Franco Veneto, lavoratore iscritto alla Cgil che ha preso parte alla protesta - Questa mattina era previsto un incontro al Ministero dello Sviluppo economico a Roma, ma è stato rinviato, e ora non sappiamo neanche quando verrà riconvocato".

L'azienda, infatti, che oggi avrebbe dovuto dare le prime risposte sul nuovo piano industriale, ha chiesto un rinvio del tavolo. "Non vorremmo - afferma Antonio Miccoli, segretario provinciale della Filcams Cgil Bari -  che l'azienda stesse aspettando l'incontro del 27 aprile (data in cui si saprà se la domanda di concordato sarà accettata o meno, ndr) prima di presentare il piano industriale, sarebbe assurdo". Senza un nuovo piano industriale, è impossibile sapere quale sarà il futuro dei dipendenti e pensare all'eventuale attivazione di ammortizzatori sociali.

"Con questa protesta - spiega ancora Miccoli - abbiamo voluto chiedere alla Prefettura di esercitare una pressione sul governo e sull'azienda, affinché l'incontro al Ministero dello Sviluppo economico venga riconvocato al più presto e l'azienda dia ai lavoratori quelle risposte che aspettano".

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