Venerdì, 6 Agosto 2021
Economia

Natale tra crisi e rincari, per la tavola i baresi spenderanno meno

Le rilevazioni dell'Adoc: pesce e verdure tra i prodotti più cari, con aumenti del 10% rispetto al 201. Ma con la crisi molti decideranno di rinunciare anche ai cibi della tradizione natalizia, come i frutti di mare

Arriva il Natale e puntualmente, come rilevato ogni anno dalle associazioni dei consumatori, i prezzi dei generi alimentari cominciano a salire. Ad essere colpiti dai rincari sono soprattutto quei prodotti che fanno parte della tradizione gastronomica delle feste, come il pesce, la frutta secca, i dolci. Quest'anno, però, vista la crisi e il calo dei consumi, in molti potrebbero decidere di rinunciare anche a cibi tipici della tradizione, come ad esempio il  crudo di mare.

I RINCARI - A rilevare prezzi e fare previsioni sui comportamenti dei consumatori baresi in vista delle feste è l'Adoc. Secondo le rilevazioni compiute dall'associazione dei consumatori su trenta prodotti alimentari monitorati a campione tra pescherie, mercati e supermercati rionali e un ipermercato della città, i prezzi subiranno un incremento medio del 10%. Per esempio, il prezzo esposto delle ostriche e noci di mare è pari a 15 e 25 euro, al contrario del 2011 quando veniva pagato, rispettivamente, 12 e 20€; il pesce viene venduto a 20euro rispetto ai 18 dello scorso anno; mentre un panettone di media qualità, supera abbondantemente (dipende dalla confezione) i 12 e i 18euro, a differenza dei 10 o dei 16€ del 2011. Nello specifico, il prezzo del capitone arriva anche a 27,00 euro nelle pescherie e 22,00€ nei supermercati e ipermercati, per scendere a 20,00€ nei mercati rionali. Invariati i prezzi di gamberi (non di gamberoni), polpi e cozze. Sempre notevole il prezzo degli scampi, arrivano anche a 40,00€ e degli astici, a non meno di 25,00 euro. Per quanto riguarda la frutta nessuna variazione di massima; la verdura registra invece un incrementi del 10%.

LE SCELTE DEI CONSUMATORI - Secondo l'Adoc il rincaro dei prezzi, unito alla minore capacità di spesa delle famiglie a causa della crisi, potrebbe indurre molti consumatori a rinunciare all'acquisto di prodotti tipici della tradizione natalizia ma troppo costosi, come i frutti di mare. Ma tanti saranno anche, secondo l'associazione, coloro che sceglieranno di recarsi nei super e ipermercati dopo le ore 13 del 24 dicembre, quando, tutti i generi alimentari deperibili (pesce, carne, verdura e frutta), ora dopo ora, subiscono un calo vertiginoso dei prezzi, indistintamente.

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