Martedì, 3 Agosto 2021
Economia

Vertenza Om: ancora nessun accordo, rimandato incontro al Ministero

Ancora nessun accordo per la Om Carrelli di Modugno. Rimandato l'incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, mentre l'11 Giugno si riuniranno ancora una volta l'azienda con i sindacati

Viene rimandata ancora una volta la decisione sul destino dei quasi trecento lavoratori della Om Carrelli di Modugno. Ieri, nell'incontro tra l'azienda e i sindacati che si è tenuto negli uffici della Direzione Provinciale del Lavoro, è mancato ancora un accordo capace di trovare il consenso delle parti. L'offerta dell'azienda che, nell'ultimo incontro tenutosi il 28 maggio presso Confindustria Bari, era stata di 4 milioni è cresciuta fino a 5 milioni e mezzo, ma i sindacati non l'hanno trovata ancora soddisfacente. È stato rinviato il tutto ancora una volta tra il malcontento dei lavoratori che non vedono ancora una soluzione alla loro situazione che si porta avanti da ormai troppi mesi.

Rimandato anche l'incontro dell'11 giugno presso il Ministero dello Sviluppo economico, a data da definirsi. L'11 infatti si terrà un nuovo incontro tra le sigle sindacali e l'azienda presso Confindustria Bari in cui si cercherà ancora una volta una soluzione che possa andare bene a tutti. Nella giornata di ieri non si è più fatto cenno alle voci che parlavano di un imprenditore del distretto della Meccatronica interessato all'azienda, ma è invece sorta una nuova questione.

Dalla trattativa tra i sindacati e l'azienda  è emerso che esiste un problema di natura legale su come questi soldi stanziati dall'azienda possano essere distribuiti ai lavoratori. Non c'è infatti nessuna forma legale che possa giustificare un incentivo salariale a chi sceglie di non abbandonare l'azienda, ma decide di restare in cassa integrazione, mentre non ci sarebbero problemi per chi decide per la mobilità. L'azienda avrebbe proposto ai dipendenti che decidono di rimanere in cassa integrazione di firmare un contratto di transazione, ovvero di dichiarare già da ora  un contratto di “nulla pretendere”  con il quale rinunciare ad eventuali ricorsi  per tutto il tempo della cassa integrazione alla fine della quale arriverebbe la quota dei 5 milioni promessi.


Questa forma sembra un po' contorta ai lavoratori che dalle voci raccolte non sembrano convinti, ma per il sindacalista della Cisl Gianfranco Micchetti, sono problemi legali che verrebbero risolti una volta raggiunto un accordo. Allo stato attuale però per i 282 lavoratori nonostante l'interessamento alla vicende delle autorità politiche, il percorso per una soluzione sembra ancora lungo e tortuoso.

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