Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

Om, operai bloccano i camion davanti ai cancelli: "L'azienda ci ricatta, ma non cederemo"

Torna a salire la tensione dopo il vertice di due giorni fa a Roma, in cui la Kion si è mostrata chiusa a qualsiasi trattativa. I lavoratori: "Minacciano di toglierci la cassa integrazione, ma non cederemo per fame"

Dopo una settimana di tregua, la tensione davanti ai cancelli dell'Om carrelli di Modugno torna a salire. Questa mattina i camion mandati dalla Kion per svuotare i magazzini dello stabilimento ormai chiuso da due anni si sono ripresentati davanti alla fabbrica. Puntuale la reazione dei lavoratori, una cinquantina, che si sono posizionati davanti ai cancelli per bloccare l'ingresso dei mezzi.

Si tratta dell'ennesimo tentativo dell'azienda a due giorni dal vertice al Ministero dello Sviluppo economico che ha segnato la rottura della 'tregua' raggiunta poco più di una settimana prima al tavolo della Regione, in cui la Kion era sembrata disponibile ad una trattativa. A Roma però i manager hanno fatto marcia indietro, revocando la disponibilità a lasciar entrare nello stabilimento potenziali investitori interessati al suo acquisto.

"Questo ennesimo tentativo di entrare - spiegano - arriva a due giorni dall'incontro a Roma, che si è concluso con un nulla di fatto''. ''Anzi - precisa una delegazione degli oltre 223 ex dipendenti - la Kion ha ricattato i lavoratori minacciandoli di non anticipare loro la cassa integrazione, se non avessero abbandonato il presidio, ma la Kion può stare tranquilla: non cederemo per la fame''.

I sindacati, spiega il collettivo 'Rivolta il debito' che è davanti ai cancelli con i lavoratori, ''hanno infatti assicurato che si impegneranno ad accelerare l'iter affinché sia direttamente l'Inps ad anticipare la cassa integrazione''. Inoltre, ''per non cedere ai ricatti della Kion'', i lavoratori lanciano ''una campagna di sottoscrizione attraverso una cassa di mutuo soccorso per raccogliere fondi, durante festival, concerti e eventi culturali, per far fronte alle spese del presidio''. Per questo motivo, spiegano, ''lanciamo anche un appello a tutti gli artisti a venire davanti ai cancelli a sostenere le ragioni della nostra protesta e per unirsi al nostro presidio''.

Ieri, al termine di un'assemblea, i lavoratori hanno ''preparato un documento ufficiale, che nei prossimi giorni sarà protocollato a Regione Puglia e Comune di Modugno, in cui si chiede proprio a questi due enti di farsi cedere la proprietà dello stabilimento, con impianti e macchinari'' che ora sono al suo interno, e il cui valore ammonterebbe ad alcuni milioni di euro. L'obiettivo è quello di ''riprendere, eventualmente, l'attività lavorativa e aziendale con gli operai che sono pronti a costituirsi in cooperativa, di concerto con le istituzioni''.

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