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OM, l'accordo sul trasferimento del capannone: "Cessione solo con la riassunzione dei lavoratori"

Il Comune di Modugno sottoscrive l'intesa: lo stabilimento, acquisito gratuitamente da Kion, sarà ceduto definitivamente solo quando Tua Autoworks avrà completato il progetto di riconversione con la ricollocazione al lavoro dei 200 dipendenti oggi in mobilità

La partita decisiva per la vertenza dell'OM Carrelli si giocherà nei prossimi giorni, quando a Roma si dovranno definire i dettagli per chiudere l'accordo con gli investitori di Tua Autoworks. Intanto da Modugno è arrivato in queste ore il sì all'accordo che riguarda nello specifico le modalità di cessione del capannone dell'ex OM. Dopo il via libera ottenuto all'unanimità dal Consiglio comunale, il  sindaco ha firmato l'intesa.

Come già proposto nel 2013 dal primo cittadino Magrone,  il Comune di Modugno si impegna ad acquisire gratuitamente lo stabilimento di proprietà Kion-Om per poi metterlo nella disponibilità della Tua Autoworks. Un passaggio che, tuttavia, potrà avvenire "solo e soltanto - afferma in una il sindaco Magrone - quando saranno effettivamente erogati i finanziamenti statali. Questo a maggior tutela del Comune di Modugno ma soprattutto per legare indissolubilmente tutta l'operazione alla riassunzione dei 200 dipendenti". In sostanza, spiega la nota del Comune, "la cessione definitiva dello stabilimento da parte del Comune di Modugno avverrà solo e soltanto se la Tua Autoworks avrà completato il progetto di riconversione con la ricollocazione al lavoro dei 200 dipendenti oggi in mobilità più l’assunzione, come previsto dal piano, di 250 nuovi lavoratori".

Il nuovo protocollo d’intesa sostituisce quello firmato a Roma il 7 ottobre 2015, in seguito alla decisione di Tua Autoworks di rivedere il progetto industriale escludendo l’area di Gioia Tauro, come inizialmente previsto, e concentrandosi solo su Modugno. 

“Noi, Comune di Modugno - ha detto Magrone - abbiamo difeso con i denti la priorità che ai lavoratori si garantisca il loro posto di lavoro. Noi siamo un ente pubblico, non facciamo trattative nell’interesse di anonimi: per cedere lo stabilimento ex Om dovevamo raggiungere la certezza che il nostro fine pubblico fosse garantito da un impegno assistito da Invitalia affinché si tutelasse il nostro unico interesse che è quello di far riprendere il lavoro ai 200 ex dipendenti di Om. Questo è il nostro unico obiettivo; questo interesse nel nuovo Protocollo d’intesa ci sembra sia tutelato e, per questo, abbiamo firmato. Il progetto complessivo è un progetto nel quale non abbiamo avuto e non abbiamo voce in capitolo ma che, ovviamente, speriamo vada in porto e abbia il futuro di successo che lavoratori di eccellenza come quelli dell’ex Om Carrelli Elevatori si meritano. I tempi devono essere più celeri possibile perché a fine giugno per gli operai scade il periodo di mobilità: a nostro parere, si deve anzi cominciare a prevedere che, a fine giugno, se non dovesse essere giunta l’assunzione da parte della nuova società investitrice, si mettano in atto interventi del ministero del lavoro e della Regione Puglia perché i lavoratori possano giungere senza ulteriori traumi alla ripresa del proprio posto di lavoro”.

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