Lunedì, 14 Giugno 2021
Economia

OM, continua la protesta degli operai. Davanti ai cancelli anche mogli e figli

Questa mattina nuovo tentativo - terzo in pochi giorni - di portare via i carrelli dallo stabilimento in dismissione. A bloccare l'ingresso dei camion anche bambini, figli degli ex dipendenti: "'Così l'azienda capirà che con noi rischiano anche le nostre famiglie'

Anche questa mattina - per la terza volta nel giro di pochi giorni - i camion inviati dalla Kion si sono presentati davanti ai cancelli dello stabilimento Om. Ancora una volta, i tir hanno cercato di raggiungere i magazzini per caricare e portare via gli ultimi carrelli rimasti. Ancora una volta, sono stati bloccati e respinti dagli operai che ormai da mesi presidiano giorno e notte l'ingresso della fabbrica. Oggi però, davanti ai cancelli c'erano anche mogli e figli degli ex dipendenti Om. Un modo per far capire, all'azienda, spiegano gli operai "chi sta rischiando con noi e cosa vuol dire perdere il lavoro quando si ha una famiglia". Intanto, assicurano compatti, nessun carrello uscirà dalla fabbrica "fino a che non sapremo cosa ne sarà di noi". L'appello è anche alla Regione e alle altre istituzioni locali, alle quali gli operai chiedono di "espropriare la fabbrica per pubblica utilità, così come previsto dall'articolo 42 della Costituzione".

Secondo i lavoratori, le istituzioni possono per lo meno "cominciare con le pratiche dell'esproprio che, se andrà a buon fine, permetterà di concedere l'azienda in gestione a un altro soggetto, motivo per cui gli operai stanno pensando di costituirsi in una cooperativa". Se la "Regione lo avesse già fatto, oggi sarebbe l'interlocutore dei potenziali acquirenti dell'azienda, al posto della kion che non rispetta nè noi nè le nostre famiglie". Questa mattina, complice anche la presenza dei bambini, "i poliziotti anti sommossa non si sono avvicinati ai cancelli, ma sono rimasti di fronte a osservare". Del resto, spiegano alcuni operai, "l'azienda probabilmente non ha ancora deciso davvero di sgomberare il picchetto che impedisce l'uscita dei carrelli, perchè l'uso della forza produrrebbe un effetto solidarietà nei nostri confronti, che sarebbe controproducente per la Kion".

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