Economia

OM, Vendola incontra i lavoratori: "No al ricatto della cassa integrazione"

Il governatore davanti ai cancelli dello stabilimento con le famiglie degli ex dipendenti: "La Kion rispetti l'angoscia e il dolore degli operai". Il 23 luglio vertice in Regione

"Siamo qui per mandare un messaggio all'azienda, perché non si può ricattare questa gente usando l'argomento della revoca della cassa integrazione per smobilitare il presidio e non si usi questo argomento per non far mettere piede in azienda a potenziali acquirenti". Il presidente della Regione, Nichi Vendola, è chiaro: la Kion non può minacciare i lavoratori di sospendere il pagamento della cassa integrazione per ottenere l'uscita dallo stabilimento delle ultime merci rimaste in fabbrica. Questa mattina il governatore ha fatto visita agli operai che da mesi presidiano i cancelli dello stabilimento per impedire l'ingresso dei camion che dovranno portar via gli ultimi carrelli e le ultime attrezzature rimaste all'interno della fabbrica. Oggi con gli ex dipendenti c'erano anche le loro mogli e i loro bambini, in una sorta di "Family Day" organizzato proprio per richiamare l'attenzione sulla difficile situazione che le 224 famiglie degli operai dell'Om stanno vivendo.

"La Kion - ha detto Vendola - deve avere rispetto dell'angoscia e del dolore di chi vive da tre anni nell'incertezza e di chi deve rispondere ai propri figli sul perché stanno diventando poveri". Insieme al presidente della Regione, anche l'assessore regionale al Lavoro Leo Caroli, e il sindaco di Bari Michele Emiliano. Vendola ha annunciato un incontro in Regione il prossimo 23 luglio per discutere dell'ultimo provvedimento aziendale relativo appunto alla possibile revoca della cassa integrazione. Il 30 luglio, poi, è stato fissato un altro incontro presso il Ministero allo Sviluppo Economico.

Il governatore ha poi accennato all'idea di realizzare una campagna di comunicazione di forte impatto, similmente a quanto avvenuto per la Bridgestone. "Per la Om - ha detto Vendola - stiamo immaginando di farci aiutare dagli amici giornalisti per trasformare le immagini di mogli e bambini in presidio davanti ai cancelli al fianco dei lavoratori in un video con sottotitoli in tedesco, perché in Germania capiscano gli effetti delle loro scelte". "Questi cancelli non si aprono - ha detto Vendola - se non si scende a patti. La Kion deve fare un passo indietro. Non è un problema di ordine pubblico ma del diritto sacrosanto dei lavoratori a far valere le proprie ragioni". Questa mattina la Regione ha fatto arrivare sul luogo del presidio bagni chimici e un gazebo per riparare dal sole i manifestanti e le loro famiglie. "Quello che è anacronistico nel 2013 - ha concluso Vendola guardando i disegni che i figli dei lavoratori stanno realizzando - è che i bambini abbiano paura della povertà".

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