Martedì, 28 Settembre 2021
Economia

"Le restrizioni per dicembre? Ulteriore sacrificio imposto solo a noi": a Bari la protesta dei ristoratori

Operatori del settore "in stato di agitazione" dopo l'ordinanza del Comune che prevede limitazioni per i fine settimana e le vigilie di Natale e Capodanno. Ma la protesta, spiegano, "è generale": "Noi capri espiatori, ma nei nostri locali garantiamo sicurezza"

"La misura è colma". I ristoratori baresi (e pugliesi) non ci stanno, e dopo l'ultima ordinanza che a Bari ha previsto nuove restrizioni per le attività del settore nei weekend di dicembre e nelle vigilie di Natale e Capodanno, proclamano lo stato di agitazione. Questa mattina gli operatori aderenti a diverse associazioni tra cui 'Movimento Impresa', 'Passione Horeca', 'We are in Bari vecchia', hanno tenuto una conferenza stampa in corso Vittorio Emanuele per spiegare le ragioni che li hanno portati a proclamare "uno stato di agitazione permanente dell'intera categoria che produrrà nelle prossime settimane forme di mobilitazione, di protesta e di informazione".

Una mobilitazione - hanno spiegato - che arriva dopo l'ultima ordinanza di Decaro a Bari ma che "è generale, di tutti gli operatori pugliesi" per dire basta a quella che i ristoratori indicano come "una discriminazione", un atteggiamento che individua - dicono gli operatori - nella ristorazione "il caprio espiatorio". 

"Rimandiamo al mittente questa assurda discriminazione che è valsa sin da marzo solo per il settore Horeca - ha spiegato uno dei ristoratori - Una ricerca fatta in Inghilterra, con un dato sovrapponibile a quello italiano, dice che solo il 3% dei contagi complessivi è avvenuto all'interno della ristorazione. Noi abbiamo chiesto più volte al governo di darci una risposta rispetto alla relazione tra questo dato e una discriminazione che individua solo il settore Horeca come luogo del contagio, ma non l'abbiamo avuta. Anche il sindaco ha agganciato questa campagna mistificatoria per fare un'ordinanza che penalizza ancora una volta solo un settore".

"Oggi ci viene imposto un ulteriore sacrificio per il 24 e 31 e per tutto questo periodo, questo non è corretto. Avevamo risposto al sindaco Decaro  - ha spiegato un altro dei rappresentanti della categoria - dando disponibilità a una chiausura totale se questo avesse coinvolto tutta la collettività. Invece alncora una volta non è così, noi saremo chiusi ma tutti saranno liberi di circolare, e il risultato potrebbe essere che i contagi continueranno a salire. E ancora una volta il sacrificio nostro e dei nostri dipendenti sarà inutile".

"Noi vogliamo essere aperti la sera - hanno spiegato ancora i ristoratori esponendo in generale le loro proposte e ribadendo la contrarietà alla chiusura alle 18 dei locali - perché siamo dei presidi di sicurezza, ci mettiamo la faccia affinché le prescrizioni di sicurezza siano assolutamente mantenute. O ci apri tutti, o ci chiudi tutti, questa è la nostra proposta". Gli operatori hanno quindi annunciato iniziative "nelle strade e nelle piazze" per le prossima settimana: "Non staremo più in silenzio". "Stiamo mettendo le premesse perché questo comparto scompaia, ma se scompariamo noi sia chiaro l'economia regionale ne avrà un danno irreparabile - hanno sottolineato - Chi sta prendendo questi provvedimenti sappia che si sta prendendo la responsabilità di azzerare il settore".
 

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