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Lavoratori pulizie 'Miulli', posti a rischio. Cgil: "Intervenga la Regione"

Rappresentanti sindacali e dipendenti si sono dati appuntamento in Prefettura: incerto il futuro di 143 dipendenti, il cui contratto di solidarietà scadrà a fine mese

Sono scesi in piazza, questa mattina, davanti alla Prefettura, i lavoratori dell'appalto per le pulizie dell'ospedale 'Miulli' di Acquaviva, a rischio esubero a causa della scadenza del contratto di solidarietà prevista per fine gennaio. Le rappresentanze sindacali (Cgil Cisl e UIl) hanno incontrato, in mattinata, funzionari della Prefettura del capoluogo, a cui hanno esposto la difficile situazione che va avanti da due anni: dopo la crisi dell'ente ospedaliero, il concordato preventivo e il cambio di appalto, l'attuale gestione, affidata a un'Ati composta da due aziende, i 143 dipendenti hanno firmato un contratto di solidarietà della durata di 24 mesi, a retribuzioni ridotte del 25%.

Tra pochi giorni, quando scadrà l'accordo, i lavoratori (già provati da bassi stipendi attorno alle 900 euro per un part-time) rischiano la messa in mobilità: "Stiamo chiedendo un confronto - spiega Antonio Miccoli, segretario Filcams Bari - con il Miulli, l'azienda e la Regione. Bisogna ricercare le risorse economiche per gestire normalmente l'appalto. Negli ultimi tempi, tra l'altro, ci sono stati incrementi del carico di lavoro senza alcun ritorno economico. La Prefettura si è impegnata ad comunicare alle società la situazione dei dipendenti". Intanto, la mobilitazione prosegue: domani sera i lavoratori si riuniranno in assemblea mentre dalla settimana prossima potrebbero esservi i primi sit-in: "Non vogliamo - prosegue Miccoli - avere problemi occupazionali e bisogna risolvere al più presto la questione, visto che a fine anno scadrà l'appalto. Il rischio è avere i primi licenziamenti già da ora e un ulteriore grosso taglio a dicembre".

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