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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Economia

Ovs investe a Bari, un polo per l'innovazione tecnologica e un centro per il recupero dei capi: "Previste 125 assunzioni in tre anni"

Il progetto presentato a Palazzo di Città: l'investimento di 30 milioni di euro prevede la realizzazione di un polo tecnologico e di un impianto per il riutilizzo degli indumenti in un'ottica orientata all'economia circolare

Un investimento del valore complessivo di 33 milioni di euro, nell'area industriale di Bari, con un piano che prevede circa 125 nuove assunzioni nell'arco di tre anni. Sono alcuni numeri del progetto che Ovs, grande gruppo attivo nel settore dell'abbigliamento in Italia, si appresta a realizzare nel capoluogo pugliese, scelto per la creazione di un polo di innovazione tecnologica e di un impianto in cui si svilupperanno attività legate al riutilizzo dei capi, in un'ottica orientata all'economia circolare.

A presentare nel dettaglio il piano è stato questa mattina a Palazzo di Città l'amministratore delegato del gruppo Ovs, Stefano Baraldo: "Abbiamo scelto di investire in questa regione per la presenza di un ecosistema di poli industriali e imprese con specializzazioni rilevanti, che riguardano il settore dell'abbigliamento-moda". Un progetto che porta con sè anche l'opportunità di "valorizzare le competenze del territorio", grazie alla partnership con il Politecnico di Bari. I profili ricercati riguarderanno laureati con competenze nel mondo del digitale, dell'intelligenza artificiale, e della cyber security, e figure specializzate che saranno inserite nella rilavorazione dei capi e nelle attività del centro multifunzione.

L'avvio dei lavori per la realizzazione dell'impianto, che sorgerà su una superficie di circa 15mila metri quadri, è previsto per il prossimo mese di maggio, per la durata stimata di circa un anno, con l'obiettivo di entrare a regime per l'inizio del 2025, con il relativo completamento delle assunzioni.

"Uno dopo l'altro si vanno concretizzando gli investimenti di grandi aziende nazionali e internazionali che hanno scelto di insediarsi nel nostro territorio - ha commentato il sindaco Antonio Decaro - Quello di Ovs è un nuovo insediamento in un'area di sviluppo industriale in cui c'è una forte attrazione di investimenti". "Questo ci aiuta a guardare con più fiducia al futuro dal punto di vista economico e sociale e anche dal punto di vista della capacità assunzionale rispetto a questa azione di marketing territoriale e di attrattività che ormai da qualche anno stiamo facendo insieme alla Regione, all'area industriale di Bari, all'Università e al Politecnico". Un territorio, dunque sempre più attrattivo e in crescita, come ha voluto evidenziare il sindaco: "Sulla base di dati Istat del 2020 relativi al valore aggiunto del totale delle attività economiche, parliamo del prodotto interno lordo, la città metropolitana di Bari è al secondo posto nel Sud del nostro Paese dopo la città metropolitana di Napoli, ed è al primo posto lungo tutta la dorsale adriatica, superando anche la città metropolitana di Venezia. Questo è un dato importante che consolida la nostra attività di attrazione e investimenti, anche alla luce dell'area Zes che è stata individuata tra il porto e l'area di sviluppo industriale di Bari. Dobbiamo continuare ad attirare investimenti e a migliorare contemporaneamente anche la logistica e le infrastrutture".

L'investimento messo in campo da Ovs sarà in parte sostenuto, con 15 milioni di euro, dalla Regione Puglia. "La scelta di Ovs - ha commentato l'assessore regionale allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci - è una scelta non casuale all'interno di una strategia che punta alla valorizzazione delle competenze, e che inizia a porre un tema che noi stiamo costruendo, ovvero quello la strategia della Puglia come Polo logistico del Mediterraneo. Di questo siamo particolarmente contenti perché il gruppo Ovs ha colto questa nostra sfida".

"La scelta di OVS di investire a Bari, al di là delle importanti dimensioni sia in termini economici sia di nuova occupazione – ha evidenziato il vicesindaco Eugenio Di Sciascio, - è rilevante perché dimostra come i nuovi paradigmi della trasformazione digitale e dell’economia sostenibile e circolare possano trovare da noi terreno fertile per un nuovo modello di sviluppo. Essa ci incoraggia a continuare nella strategia di caratterizzazione della città come centro di innovazione capace di attrarre sempre di più anche grandi realtà imprenditoriali". 

"Questo modello di collaborazione pubblico-privato, che porta le grandi aziende dentro l’ateneo – ha commentato il rettore del Politecnico, Francesco Cupertino – ci ha permesso in questi anni di avviare molti laboratori di ricerca e sviluppo, centri di competenza, spazi di coworking e formazione su temi di grande attualità e rilevanza economica e sociale. La digitalizzazione, in particolare, riguarda in modo trasversale tutti i settori produttivi e, di conseguenza, richiede profili professionali sempre più ibridi. Questa è la strada per indirizzare meglio anche i corsi di studio e garantire occupazione qualificata ai nostri giovani talenti".

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