Economia

Piano per il lavoro in Puglia: numeri di grande prospettiva

Con un investimento di 340 milioni, la Puglia vara il più grande programma regionale per l'occupazione. Vendola: "L'occupazione giovanile è l'ossessione della nostra legislatura"

Trecentoquaranta milioni di euro investiti, quarantatré interventi, più di 52mila potenziali destinatari, sei linee di ingerenza: sono questi gli imponenti numeri del Piano straordinario per il lavoro in Puglia 2011, il più grande programma progettato da una regione italiana per risollevare l'occupazione.

Un argomento, quello dell'occupazione, sempre spinoso e problematico soprattutto per due categorie in particolare: i giovani e le donne. Come rivelano i dati Istat, infatti, il tasso di disoccupazione del 2010 della nostra regione è stato pari al 13,5% (16,3% se si fa riferimento alle sole donne) mentre drammatico è il dato relativo alla disoccupazione giovanile, assestatasi nel nostro paese al 28,9%, percentuale più elevata dal 2004.

Il governo regionale ha voluto fornire così una risposta immediata ad una situazione sempre più difficile: destinato a lavoratori in cassa integrazione, occupati, lavoratori atipici, imprese, disoccupati, donne imprenditrici, occupate e non, apprendisti, giovani laureati e ricercatori, il Piano prevede sei linee di intervento (lavoro dei giovani, lavoro delle donne, lavoro per l'inclusione sociale, lavoro per la qualità della vita, lavoro per lo sviluppo e l'innovazione, più qualità al lavoro) atte alla valorizzazione del capitale umano e all'innalzamento dei livelli occupazionali.


In mattinata, presso la sede del Consiglio Regionale, è stata presentata in conferenza stampa una parte del Piano con due bandi, quello per l'Apprendistato professionalizzante e quello per l'Alta formazione. Il primo mette in campo 17 milioni di euro di risorse e intende promuovere l'assunzione di almeno 12mila giovani apprendisti fra i 18 e i 29 anni facendo ricorso a un contratto di lavoro, di una durata variabile dai 2 ai 6 anni, finalizzato all'acquisizione di una qualifica professionale. Per far ciò, a ogni apprendista viene riconosciuto un voucher del valore di 20 euro per ogni ora di formazione da utilizzare presso enti accreditati. Formazione che va da un minimo di 250 ore (contratto di apprendistato biennale) ad un massimo di 891 (apprendistato superiore a 5 anni).

Il secondo bando, quello relativo all'alta formazione, prevede l'utilizzo di 3 milioni di euro destinati ad assegni formativi da affidare a occupati e cassintegrati sia laureati che diplomati. Questi 3 milioni di euro, equamente divisi fra laureati e diplomati, serviranno per favorire l'accesso a percorsi formativi come master e corsi di specializzazione finalizzati alla crescita professionale o al reinserimento lavorativo.


Uno sforzo ingente, quindi, quello presentato dalla regione sul tema lavoro, tema che il presidente Vendola ha definito come una vera e propria ossessione: "Formazione, occupazione e sviluppo sono parole che difficilmente si incrociano fra di loro. Il tema dell'esclusione giovanile dall'ambito lavorativo è un tema che è per noi l'ossessione di tutta la legislatura. Per questo saremo concentrati pienamente su quelle tre parole al fine di ampliare le politiche di inclusione per i giovani in ambito occupazionale".


Per ulteriori informazioni www.sistema.puglia.it.
 

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