Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Crisi, anche la Promer a rischio chiusura. Da luglio probabile stop alla produzione

Lo stabilimento alla zona industriale che fa capo alla Mapei-Polyglass del presidente di Confidustria Giorgio Squinzi potrebbe chiudere i battenti tra tre mesi. La ragione? Delocalizzare la produzione

La zona industriale di Bari

La lista delle fabbriche baresi a rischio chiusura si allunga. Dopo l'annuncio choc dato a inizio marzo dalla Bridgestone, che ha poi accettato di aprire le trattative per salvare lo stabilimento, anche un'altra fabbrica della zona industriale sarebbe in procinto di chiudere i battenti. Si tratta della Promer, azienda che produce guaine isolanti e che fa capo alla Mapei-Polyglass di Giorgio Squinzi, presidente nazionale di Confindustria.

La notizia della probabile chiusura, riportata da alcuni quotidiani locali, è stata data dagli stessi sindacati, che accusano Squinzi di "predicare" lo sviluppo del Sud ma di tradire nei fatti questo intento, chiudendo appunto lo stabilimento barese. A Bari i lavoratori che rischiano il posto sono in tutto dodici, e per loro il pericolo è quello di ritrovarsi anche senza ammortizzatori sociali. Infatti, trattandosi di un'azienda con meno di 15 dipendenti, gli operai avrebbero diritto soltanto alla disoccupazione e non alla cassa integrazione.

I sindacati non ci stanno e hanno già chiesto un incontro all'azienda per cercare di avviare una trattativa. Ma quello che non va giù ai lavoratori è soprattutto la strategia - purtroppo già nota - che si celerebbe dietro la chiusura. La ragione, infatti, non sarebbe la mancanza di commesse, come sostenuto dall'azienda, ma la volontà di delocalizzare le attività, andando ad investire dove costi del lavoro e tasse sono più bassi.
 

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