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Furgoni e bancarelle vuote nel mercato fantasma, a Bari torna protesta degli ambulanti: "Riaperture e ristori adeguati, ignorati dalla Regione"

A una settimana dall'iniziativa in piazzale Lorusso, una nuova manifestazione a Carbonara. Nessuna merce in vendita ma cartelli e striscioni per ribadire le ragioni della protesta. In mattinata una delegazione è stata ricevuta dal prefetto, ma gli operatori mercatali chiedono anche un incontro al presidente Emiliano

Bancarelle posizionate negli stalli ma senza merci in vendita, mentre su furgoni e manichini spogli campeggiano i messaggi della protesta: "Gli ambulanti rivogliono la loro dignità", "Vogliamo lavorare", "Stiamo morendo non di Covid ma di fame". A una settimana dall'iniziativa in piazzale Lorusso, gli ambulanti baresi tornano a manifestare. L'appuntamento, questa mattina, è a Carbonara, nel piazzale del mercato di via Vaccarella che abitualmente ospita le bancarelle ogni martedì. 

Sui banconi di questo mercato 'fantasma' allestito dagli ambulanti non ci sono merci in vendita (come da zona rossa che, appunto, stabilisce la chiusura dei mercati), ma cartelli e striscioni per richiamare le ragioni della mobilitazione, per "ribadire - dicono i manifestanti - che noi ci siamo, esistiamo", e che "continuiamo a essere discriminati dalle chiusure, perché capiamo che c'è un'emergenza pandemica, ma se noi dobbiamo stare chiusi e tutto il mondo deve girare, allora non lo riteniamo giusto". La mobilitazione, dunque, va avanti, anche in attesa di capire cosa accadrà alla Puglia dalla prossima settimana: se il passaggio in arancione dovesse effettivamente concretizzarsi, i mercati potranno riaprire, ma gli ambulanti si troveranno comunque ad affrontare i contraccolpi economici di un altro lungo periodo di chiusure.

Nella giornata di ieri c'è stato un incontro il sindaco Decaro e l'assessore al Commercio Carla Palone: "Hanno ascoltato con dispiacere le richieste d'aiuto delle associazioni di categoria e si sono dimostrati sin da subito disponibili e pronti ad appoggiarle nello sviluppo di iniziative, al fine di salvaguardare il commercio su aree pubbliche e i suoi operatori", commentano i rappresentanti degli ambulanti. 

Nessuna risposta, invece - lamentano invece gli operatori mercatali - è giunta finora dalla Regione: "A una settimana dalla nostra prima mobilitazione - dicono - nessuno si è fatto vivo, nessuno si è degnato di capire quali fossero le nostre richieste". Richieste che, essenzialmente, vertono su due punti, come sintezza Paolo Gonnella (Fivag Cisl): "Chiediamo riaperture e ristori adeguati. Molti di noi venivano già da un anno difficile, di grande crisi e difficoltà. Il punto non è solo la chiusura di questo ultimo mese, ma capire chi di noi e come riuscirà a riaprire: molti hanno chiuso con la merce invernale e ora per rifare la merce estiva non abbiamo soldi, non possiamo comprarla. Abbiamo bisogno di un aiuto concreto, chiederci ad esempio di essere in regola con i pagamenti Inps, mentre veniamo già tutti da un anno già difficile, significa che molti non riusciranno neppure ad accedere ai ristori".

"Alla Regione chiediamo di essere ascoltati", dice Marco Colella (Fiva Confercommercio), "Se la Puglia è in zona rossa perché c'è una specifica situazione legata ai contagi, e noi lo capiamo, è anche giusto che il presidente Emiliano ci dia delle risposte. Ora che è anche vicepresidente della Conferenza Stato-Regioni chiediamo che si faccia promotore della nostre istanze verso il governo. L'anno scorso le altre regioni in zona rossa hanno avuto un sostentamento per le attività chiuse". "Con la Regione, del resto - ricorda Bratta (Ugl) - noi ambulanti abbiamo siglato tempo fa un protocollo per riaprire i mercati in sicurezza. Non si tiene conto di quello, così come non si considera il fatto che studi hanno dimostrato che all'aperto i rischi di contagio sono praticamente zero. Restiamo una categoria discriminata".

In mattinata una delegazione di manifestanti (l'iniziativa di oggi è stata organizzata da Fiva Confcommercio, Fivag Cisl, Ugl terziario e Goia) è stata ricevuta in Prefettura: "Il prefetto ha capito le nostre ragioni - commenta Marco Colella - Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni perché si sta trasformando un'emergenza sanitaria in emergenza sociale. Abbiamo anche fatto presente che, se in zona rossa per Dpcm i mercati sono chiusi, in passato alcuni Comuni hanno deciso di chiuderli anche in zona arancione. Ora elaboreremo le nostre istanze per iscritto, e il prefetto se ne farà portavoce presso il governo. E' stato un incontro positivo, siamo  stati ascoltati".

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