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"Noi dimenticati, non possiamo più rischiare di chiudere ancora", la voce degli ambulanti davanti alla Regione: "Emiliano ci ascolti"

La nuova protesta questa mattina: le preoccupazioni della categoria vanno oltre il passaggio in arancione che si prospetta per lunedì prossimo. "E se dovessimo tornare in rosso? Non possiamo comprare nuova merce e rischiare di tenerla chiusa nel furgone"

"Qualcuno dice che c'è una luce in fondo al tunnel, ma per noi è tutto nero. Quando diventeremo arancioni il problema non sarà risolto: tra una o due settimane ci sarà sempre il rischio di diventare di nuovo zona rossa, e quindi cosa accadrà? Ci andremo a rifornire di merce nuova per affrontare la stagione estiva per poi rischiare di tenerla nei furgoni, come già abbiamo fatto per quella invernale e primaverile, questo non è accettabile". Sono questi i timori degli ambulanti baresi, che questa mattina sono tornati a manifestare, con un sit-in organizzato davanti alla sede della giunta regionale, sul lungomare.

Preoccupazioni che, come detto, vanno oltre la prospettiva di un passaggio in zona arancione (poi confermato nel pomeriggio) che consentirà a tutti gli operatori mercatali di tornare a lavorare: il problema sono i danni economici già subiti in queste sei settimane di rosso, cui si somma l'incertezza sul futuro, con il rischio di nuove chiusure.

Alla manifestazione hanno partecipato anche Fivag cisl, Ugl terziario, Anva Confesercenti, Ali, C. A. R. I, Federcommercio, Goia, Fiva Confcommercio. In mattinata una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dall'assessore allo Sviluppo economico, Delli Noci. Ma gli ambulanti chiedono un incontro al presidente della Regione: "Finora - dice Marco Colella, Fiva Confcommercio - nessuno ai tavoli della Regione si è fatto carico di rappresentare le istanze delle categorie più penalizzate, per questo chiediamo di poter incontrare Emiliano". 

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