Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Crisi, l'allarme dei commercianti: "Siamo sull'orlo del baratro"

Anche a Bari la manifestazione indetta da Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna. In segno di protesta, commercianti e piccoli imprenditori hanno consegnato le chiavi delle loro attività. E stasera vetrine spente per un'ora

Sfilano ordinamente, uno dopo l'altro, in silenzio, e al proprio turno ciascuno deposita un mazzo chiavi in un'urna trasparente. Sono le chiavi dei loro negozi, e loro sono gli imprenditori e i piccoli commercianti della città, ma anche dei Comuni della provincia e della Bat, che oggi, per un giorno, hanno scelto di lasciare la propria attività per aderire alla manifestazione indetta da Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna. Una mobilitazione lanciata a livello nazionale per richiamare l'attenzione sulla crisi del commercio, e chiedere interventi urgenti per porre rimedio alla situazione di grandissima difficoltà attraversata dalle attività commerciali. Di qui il gesto, forte e provocatorio, di 'consegnare' simbolicamente le chiavi della propria azienda alla politica, per dire che, come recita lo slogan scelto per la manifestazione, il commercio è "in pericolo".

Ad illustrare le ragioni della protesta, snocciolando i numeri della crisi è il presidente della Confcommercio Sandro Ambrosi. Nella sala convegni della Camera di Commercio gremita di operatori del settore, c'è anche qualche politico locale, di centrodestra e di centrosinistra, che però resta in posizione defilata. In prima fila, invece, accanto ai sindaci di alcuni Comuni della provincia - manca il sindaco Emiliano - c'è il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna.

"Dire che 'siamo in pericolo' - esordisce Ambrosi - non è un'esagerazione. Siamo sull'orlo del baratro, tutti. Nel 2012, secondo i dati Unioncamere, in tutta Italia 364.972 imprese hanno chiuso. Ciò significa una media di quasi 1000 imprese che chiudono ogni giorno". Poi l'attacco alla politica, che se da una parte aumenta le tasse, dall'altra si dimostra sempre più incapace di ridurre gli sprechi "Sempre nel 2012, le entrate dello Stato sono aumentate del 4,9%, senza considerare l'Imu, mentre la spesa pubblica è cresciuta dell'8,7%. Si chiedono sacrifici enormi alle famiglie e alle imprese, ma dall'altra parte c'è una politica incapace di incidere persino sui propri costi". "Noi siamo aperti al dialogo con la politica, vogliamo fare le nostre proposte. Ma una cosa dev'essere chiara: non c'è più tempo. Non possiamo restare in questa condizione neppure qualche altro mese”.

Di imprese chiuse e di eccessiva pressione fiscale parla anche Benni Campobasso, presidente di Confesercenti. "Nel 2012 sono state 3000 le imprese che hanno chiuso i battenti nella sola provincia di Bari e Bat. Ed io mi chiedo, ad esempio, se non ci fosse stata la stangata dell'Imu, che tanti soldi ha tolto ai consumi, se oggi queste imprese sarebbero ancora vive. Mi chiedo cosa sarebbe successo senza il decreto "Salva Italia", senza la liberalizzazione delle aperture che ha fatto solo un regalo alla grande distribuzione, uccidendo il commercio locale".

Dalla platea arrivano applausi. Il commento ricorrente tra chi è seduto ad ascoltare è sempre lo stesso: "Non ce la facciamo più ad andare avanti così, non si può". Le problematiche toccate - crisi dei consumi, carico fiscale, aperture festive e concorrenza della grande distribuzione - sono quelle più sentite dai piccoli imprenditori ed esercenti, e che si operi in città o in provincia non fa differenza. "Soltanto nel nostro quartiere - ci dice Christian Bergamasco, presidente dell'associazione Borgo Murattiano - nel 2012 hanno chiuso 30 attività, e altre chiusure sono previste quest'annno. Anche noi,come tutti, risentiamo fortemente della crisi, di questa difficoltà quotidiana nel districarci per far sopravvivere le nostre attività. Noi chiediamo che si riparta proprio dalle piccole imprese, che sono quelle che rendono vivo il territorio, che creano occupazione".

E per dimostrare quanto siano importanti le attività commerciali per le città oggi pomeriggio i negozianti metteranno in atto un'altra iniziativa. Dalle 18 alle 19 le luci delle vetrine rimarranno spente. "Quando abbiamo chiesto l'autorizzazione per la manifestazione - conclude Benni Campobasso - ci hanno chiesto se non avremmo provocato un problema di ordine pubblico, lasciando le strade al buio. Allora io dico: solo ora vi accorgete abbiamo anche una funzione sociale?".

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