"Sfruttati e senza tutele, ma assicuriamo un servizio delicato e fondamentale", a Bari la protesta degli educatori

Davanti alla sede della Regione, sul lungomare, la manifestazione dei lavoratori delle cooperative sociali che gestiscono il servizio di assistenza specialistica scolastica e di assistenza domiciliare educativa: "Chiediamo l'internalizzazione"

I lavoratori delle cooperative sociali scendono in piazza. Si è tenuta questa mattina davanti alla sede della Regione Puglia sul lungomare la protesta, organizzata dall'Usb, degli educatori di Bari e provincia: in particolare, a manifestare sono stati i lavoratori delle coop che gestiscono il servizio di assistenza specialistica nelle scuole e gli ADE (Assistenza Domiciliare Educiativa) che la gestiscono nei Comuni con i Piani di Zona.

"Siamo i lavoratori che si occupano di assistenza specialistica scolastica e servizio di assistenza domiciliare educativa (ADE), dipendenti delle cooperative sociali e onlus che gestiscono per conto del Pubblico (Comuni, Piani di Zona, etc.) servizi di importanza e rilevanza per la collettività - è spiegato in una nota diffusa dall'Usb - Seguiamo nei processi di apprendimento e socializzazione l'alunno con disabilità e interveniamo per potenziarne le capacità circa l'autonomia, le relazioni e le abilità cognitive. L'assistente specialistico integra la propria attività a quella di altre figure (docenti curriculari, insegnanti di sostegno e personale ATA) non sovrapponendo compiti e funzioni, ma valorizzando i diversi ambiti di competenze. I servizi a cui siamo chiamati si svolgono alle dipendente di un soggetto privato, le cooperative sociali, che lavorano in appalto, spesso legato alla discontinuità da parte dei Comuni". "La paga media degli educatori è di 9 euro lorde, ma si tratta di professionisti laureati, in continua formazione e che svolgono un lavoro delicato, complesso e fondamentale, occupandosi di minori disabili all'interno delle istituzioni scolastiche e negli ambiti comunali. Va sottolineato che, a fronte della misera paga oraria degli operatori, le Cooperative percepiscono dagli Enti Locali circa 22/23€/h per il servizio. Inoltre, nonostante abbiano un contratto subordinato, il servizio per cui lavorano assume le sembianze di "lavoro a cottimo": se il minore è assente a scuola o la scuola non svolge l’attività a vario titolo, l'educatore perde quelle ore e non viene retribuito, senza considerare il disagio di essersi recato inutilmente sul posto di lavoro, spesso diverso dal Comune di residenza. Peggio ancora, nel periodo estivo, che va da giugno a settembre/ottobre, il servizio viene interrotto per le vacanze (con conseguente sospensione dello stipendio, dei contributi e impossibilità per chi ha un contratto a tempo indeterminato di poter accedere alla Naspi o ad altro ammortizzatore sociale). Cosi come non riceviamo nessuna retribuzione neanche in caso di assemblee sindacali, oppure durante le vacanze scolastiche del periodo invernale (Natale, Pasqua..) o in tutti gli altri casi in cui la scuola è chiusa (terremoti, neve...)". "La già grave situazione di lavoro in cui sono costretti a lavorare i dipendenti delle Coop sociali - denuncia ancora l'Usb - è stata ulteriormente compromessa dalla crisi epidemiologica. Ai lavoratori, che prima del Covid-19, lavoravano solo per pochi mesi all’anno, con una “sospensione” lavorativa lunga mesi (con contratti a tempo indeterminato ma senza stipendio né ammortizzatori sociali) il periodo di lockdown ha comportato un dimezzamento delle già misere retribuzioni ed il prolungamento del periodo di sospensione non retribuita. Oggi, questi lavoratori che gestiscono servizi di notevole rilevanza per la collettività, rappresentano uno dei pezzi più “sfruttati” dalla Pubblica Amministrazione".

I lavoratori questa mattina in protesta hanno quindi lanciato un appello alle istituzioni, e alla Regione in particolare, per chiedere "con forza un processo virtuoso come quello della internalizzazione del servizio e dei lavoratori". Nel corso della mattinata i manifestanti sono stati anche raggiunti dal presidente della Regione, Michele Emiliano.

“In tutta Italia - ha detto Emiliano - una serie di figure che sono fondamentali per consentire il diritto allo studio e all’assistenza domiciliare di soggetti fragili per diverse ragioni, dalla disabilità al rischio di devianza, sono affidati ad una serie di cooperative, che secondo me non costano meno di quello che costerebbe un regolare rapporto di lavoro con tutte queste figure professionali. Questi professionisti, tutti laureati, ogni estate sospendono il lavoro con il finire dell’anno scolastico, il rapporto con i ragazzi viene sospeso per 3 mesi con tutti i danni che ne conseguono. Per la prima volta, la Regione Puglia oggi sta dicendo che così non si può andare avanti, dobbiamo trovare una sistemazione diversa. La loro aspirazione è quella di essere tutti assunti come professionisti dentro le ASL, però questo è un problema che riguarda anche le scuole. Dobbiamo condividere tra il sistema scolastico italiano, il sistema del welfare, il sistema sanitario la risoluzione di un problema che riguarda sia la migliore assistenza ai ragazzi sia la dignità di questi lavoratori. Noi iniziamo il processo che deve arrivare ad una stabilizzazione. Ci deve arrivare in modo equilibrato, non facendo di tutta l’erba un fascio, ma selezionando in base al fabbisogno tutte le necessità delle scuole, dei ragazzi, dell’assistenza domiciliare. Dopodiché tentare di bonificare una situazione che è indegna sia per gli assistiti che per i professionisti che li assistono”. L’assessore regionale al Lavoro Sebastiano Leo convocherà un tavolo a breve.

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(Foto Fb Usb Puglia)

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