Economia

'Salviamo il grano italiano', Coldiretti in spiaggia: "Proteggiamo prodotto e consumatori dalle speculazioni"

L'iniziativa per sensibilizzare i cittadini sulla spiaggia di Pane e Pomodoro, con un'attenzione particolare alla beneficenza: un quintale di pasta è stato donato a due mense per i bisognosi

Le quotazioni del grano pugliese crollano, mentre il costo della pasta continua a salire, moltiplicando di circa 8 volte dal campo allo scaffale. E così, il prezzo di un pacco di pasta è passato da 1,1 euro del 2007 a 1,85 euro al chilogrammo del 2016, contro le quotazioni del grano pugliese passate da 26,7 euro al quintale del 2007 a 18 euro al quintale dei giorni nostri. A fornire dati e cifre è la Coldiretti Puglia, che da tempo denuncia quella che definisce una vera e propria speculazione sul grano. Questa mattina l'associazione, insieme ad altre realtà del territorio, ha organizzato un'iniziativa sulla spiaggia di Pane e Pomodoro, offrendo pasta rigorosamente 'Made in Italy' cucinata al momento, per spiegare ai consumatori l'importanza di tutelare la qualità e la tracciabilità del prodotto e della materia prima.

“Per fare un chilo di pasta – ha spiegato ai consumatori il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – serve 1,3 Kg di grano. Ciò significa che per ogni pacco di pasta acquistato al costo di euro 1,85, solo euro 0,23 servono a remunerare il prodotto agricolo. La inaccettabile remunerazione del prodotto locale è direttamente collegata all’import non stop di grano dall’estero che continua ad invadere quotidianamente i porti di Bari, Manfredonia e Barletta. Le importazioni selvagge evidenziano una grave dipendenza del sistema industriale dall’estero. Risulta indispensabile ripristinare e mantenere la fiducia dei consumatori, incoraggiando il loro coinvolgimento nella politica di sicurezza alimentare, garantendo il monitoraggio e la trasparenza in tutta la filiera alimentare e il maggior grado possibile di riconoscibilità delle caratteristiche essenziali dei prodotti, al fine di consentire loro di effettuare delle scelte di acquisto pienamente consapevoli basate su una completa informazione in merito alle caratteristiche di ciò che mangiano”. Il Presidente Cantele ha chiesto al Governatore Emiliano che il tavolo cerealicolo regionale approdi ad un accordo di filiera tra le parti che preveda un prezzo del grano mai al di sotto dei costi di produzione, altrimenti lo stato di agitazione si farà sempre più pressante.

“L’attività borsistica della Camera di Commercio di Foggia, se non favorisce, sta agevolando il fenomeno speculativo – ha denunciato il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – attraverso la scarsa trasparenza nella formazione del prezzo, oppure apportando variazioni nelle quotazioni in assenza di compravendite o per contratti di scarsa rilevanza economica, che rende necessario ed urgente il riordino di tutta la materia come da tempo chiede Coldiretti. Serve l’etichettatura obbligatoria di pasta e pane che informi sulla provenienza geografica, sulla qualità e salubrità del cibo. Abbiamo bisogno di uno strumento forte di protezione dei nostri prodotti, nonché di garanzia per i consumatori, che avranno quanto meno l’opportunità di fare scelte di consumo consapevoli, potendone premiare la qualità”.

“Gli attacchi alle produzioni di qualità di grano italiano mettono in difficoltà i produttori - ha affermato il presidente della Regione Emiliano, intervenuto alla manifestazione - che si trovano davanti limiti alle importazioni talvolta poco chiari. E poi non si indica in etichetta che la pasta viene prodotta con grani di provenienza mondiale, continuando a dire che si tratta di pasta italiana solo perche viene prodotta qui in Italia. Invece il settore per noi è strategico per valore e per qualità e richiama l’attenzione dei consumatori sulla necessità di consumare pasta con la certezza che sia prodotta con grani italiani e in particolare con quelli pugliesi, che hanno qualità organolettiche e chimiche di particolare purezza e qualità. Non esaminare da parte del consumatore ciò che si mangi, guardando l’etichetta, è ovviamente un danno enorme. E’ chiaro che poi noi sensibilizziamo i produttori della pasta sul fatto che se giocano solo sul prezzo o solo sulla qualità rischiano anche l’equilibrio economico della loro impresa. E quando un’impresa vende pasta italiana che in realtà non è tale, è chiaro che perde quella caratteristica che la fa preferire sul mercato”.

Sempre a Bari gli agricoltori di Coldiretti hanno donato un quintale di pasta alle mense dell’Ordine Francescano Secolare e delle Suore di Madre Teresa di Calcutta "per far mangiare la vera pasta italiana anche ai più bisognosi".


 

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