Economia Murat / Corso Cavour

Camera di Commercio, lavoratori in protesta: "No a tagli che mettono a rischio occupazione e servizi"

Lavoratori preoccupati per le ripercussioni che avrà il taglio lineare del diritto annuale sui bilanci degli enti. Questa mattina la mobilitazione dei dipendenti anche a Bari

Hanno protestato esponendo striscioni all'ingresso del palazzo di corso Cavour i lavoratori della Camera di Commercio di Bari, "preoccupati - spiegano in una nota - delle ripercussioni che avrà il taglio lineare del diritto annuale sui bilanci degli enti".

"L’obiettivo - si legge in una nota della rappresentanza sindacale unitaria -  dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte delle organizzazioni sindacali nazionali di categoria, è di tutelare i livelli occupazionali delle Camere di Commercio ed evitarne il default, chiedendo la revisione dell’articolo 28 del D.L. 90/2014, che prevede il taglio progressivo dei diritti annuali delle Camere di commercio, con l’inevitabile conseguenza di portare gli enti camerali ad una lenta e progressiva agonia. Sotto osservazione anche l'articolo 9 del DDL concernente la Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, attualmente in discussione al Senato, che trasferendo funzioni essenziali ad altri enti e svilendo quelle rimanenti, prevede, nei fatti, la soppressione del sistema camerale".

"I lavoratori della Camera di Commercio di Bari - proseguono - condividendo le proposte formulate anche da altre realtà camerali italiane, sono fortemente convinti che il sistema vada riorganizzato, ma non smantellato. La riforma deve essere l’occasione per migliorare e rendere più efficiente il sistema camerale, che comunque ad oggi risulta tra i più moderni e informatizzati della pubblica amministrazione non solo a livello nazionale, ma addirittura europeo".

"La drastica riduzione delle entrate camerali, che vivono esclusivamente degli introiti derivanti dai tributi camerali, e non pesano quindi sul bilancio dello Stato, oltre a provocare un terremoto occupazionale sull’intero sistema camerale, a partire dall'indotto delle aziende speciali e delle Unioni Regionali, pregiudicherà anche alcune funzioni importanti svolte dalle Camere in ambito economico specie in un momento di grave difficoltà per le imprese. Verranno, infatti, fortemente ridimensionati e azzerati i contributi a favore della promozione delle imprese sul territorio, il microcredito, le attività di conciliazione in materia civile e commerciale, che nell’interesse di tutti i consumatori hanno fatto sì che le controversie civili si risolvessero in tempi celeri e senza costi per la giustizia civile, oltre che le funzioni di trasparenza e certezza dei rapporti economici".

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