Giovedì, 17 Giugno 2021
Economia

Inps, presidio di protesta dei lavoratori licenziati

Sono circa 100 i lavoratori pugliesi dell'Inps con un contratto di somministrazione che non potrà rinnovato a causa di una norma del governo nazionale che vieta la stipula di tali contratti da parte delle pubbliche amministrazioni

Continua la protesta dei circa 100 lavoratori somministrati dell'Inps. Assunti dall'ente con un contratto di somministrazione scaduto a fine marzo, i dipendenti non potranno tornare al lavoro a causa di una norma del governo nazionale che vieta la stipula di contratti di somministrazione da parte delle pubbliche amministrazioni.

Solidarietà nei confronti dei lavoratori è stata espressa dal mondo politico locale. "La Regione Puglia - aveva detto due giorni fa la vicepresidente Loredana Capone - sta seguendo con preoccupazione la vertenza che interessa oltre 1200 lavoratrici e lavoratori somministrati Inps in tutta Italia, di cui oltre 100 nella Regione Puglia"."Il Governo, nonostante sia stato sollecitato dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali e dallo stesso Ente interessato (l'INPS) che non intende rinunciare alle professionalità di questi lavoratori che si sono formati in anni di lavoro complesso e altamente professionale, continua a non dare alcuna risposta. Un silenzio, che contrasta con la promessa fatta in Parlamento di individuare una soluzione prima della scadenza dei contratti".


Oggi è arrivato anche il commento di Nicola Fratoianni,assessore all'attuazione del programma e alle politiche giovanili, che ha partecipato al presidio organizzato dai lavoratori."Di per sé - ha dichiarato Fratoianni - il divieto sarebbe una buona notizia perché andrebbe in direzione della lotta alla precarietà, se non fosse che la norma ha avuto immediati riflessi sulla vita di centinaia di lavoratori delle sedi Inps che sono stati licenziati e inoltre ha colpito la qualità del servizio dell'ente". Secondo Fratoianni, "i lavoratori infatti si occupavano delle pratiche dei soggetti 'deboli': come i cassintegrati, i lavoratori in mobilità, i percettori di sussidi, per i quali occorrerebbe maggiore attenzione da parte degli enti erogatori. Oggi siamo di fronte a un doppio danno: il licenziamento dei lavoratori addetti e la virtuale riduzione dei servizi agli utenti. Per questo va la mia solidarietà ai licenziati e la mia condanna all'atteggiamento del Governo, che in silenzio sta permettendo questo scempio, aggiungendo crisi a crisi, vertenza a vertenza".

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