"Tagli e accordi non rispettati", pensionati in piazza contro la manovra

In centro il sit-in organizzato a Bari come in altre città italiane nell'ambito della mobilitazione indetta da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil contro una Legge di Bilancio ritenuta l'ennesima "vessazione" per i pensionati

Pensionati in piazza anche a Bari, come in altre città italiane, per protestare "contro i tagli previsti dalla legge di stabilità e per richiedere il rispetto degli accordi che prevedono la piena rivalutazione delle pensioni a partire dal 01/01/2019".

La mobilitazione è stata indetta a livello nazionale da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil,  "contro una Legge di Bilancio - spiegano i promotori della protesta - che fa ancora una volta cassa sui servizi e sulla previdenza, bloccando gli adeguamenti per le pensioni lorde superiori ai 1500 euro e senza alcun tipo di investimento sul lavoro e sullo sviluppo". "Non è ammissibile che per fare cassa si mettano le mani nelle tasche dei pensionati. Noi siamo una risorsa per il Paese non un peso", ha ribadito Gianni Forte, segretario generale regionale del Sindacato dei Pensionati della Cgil Puglia, intervenendo nel corso della manifestazione.

"Sono riuscitissime le due manifestazioni di Bari e Lecce indette dai sindacati dei pensionati di Cgil Cisl Uil nel giorno della mobilitazione nazionale contro l’attacco alle pensioni da parte del Governo - ha dichiarato il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, in merito alle mobilitazioni tenutesi oggi nei capoluoghi pugliesi convocate da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp -  Un successo che testimonia la portata ingiusta e iniqua di una misura che, per fare cassa, colpisce diritti acquisiti, bloccando la rivalutazione delle pensioni oltre le 1500 euro lorde mensili, riducendo di contro le risorse per il superamento della Fornero. Con un Paese in sofferenza e un Sud allo stremo questo Governo pensa di recuperare risorse dai pensionati tagliando gli investimenti pubblici, aumentando le tasse e bloccando le assunzioni nella Pubblica amministrazione, prevedendo condoni e meno tasse per i ricchi. Un’idea lacerante e divisiva del Paese al quale i sindacati confederali dicono di no e quella dei pensionati è solo la prima di una serie di mobilitazioni. Le stesse Cgil Cisl Uil hanno annunciato per gennaio una manifestazione nazionale. Un documento di bilancio fatto di debito colpisce le nuove generazioni, sposta solo in avanti il peso di questa manovra. E nel frattempo non si fa quanto promesso, come il superamento del jobs act, non si prevede nulla per il Mezzogiorno, concedendo anzi l’autonomia alle regioni ricche, nulla che freni l’emorragia ormai continua di giovani che emigrano dal Sud. Un Governo che cavalca l’onda del populismo e della xenofobia, che messo alle strette sulle misure a favore dell’occupazione e contro povertà e disagio sociale mostra tutta la sua incapacità e pericolosità. A tutto questo ci opporremo e saremo in campo già dai primi giorni del nuovo anno con le nostre proposte per lo sviluppo sano e sostenibile e per una buona occupazione".

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