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"Più chiarezza sul futuro dei lavoratori": impiegati del Cara in sit-in davanti alla Prefettura

A protestare questa mattina circa venti persone. Cgil: "Abbiamo incontrato il Prefetto e ci ha assicurato che parlerà con il Ministro competente"

Dopo il 'no' alla sospensione della gara di appalto relativa ai servizi lavorativi del Cara di Palese, alcuni degli attuali impiegati sono scesi in protesta questa mattina davanti alla Prefettura di Bari. Erano circa una ventina e hanno tenuto un presidio in piazza Libertà, organizzato da Cisl, Uil, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uil Tucs.

La sospensione presentata alla Prefettura dai sindacati serviva ad effettuare alcuni approfondimnti sui dubbi interpretativi dell'attuale capitolato di appalto e a garantire sia livelli occupazionali che diritti adeguati dei circa 160 lavoratori impiegati ininterrottamente da diversi anni nella struttura di Palese. “Gli impegni non bastano: la gara attuale non offre alcuna garanzia occupazionale concreta e va sospesa prima della scadenza del 22 settembre" spiegano dalla Fisascat Cisl. In caso contrario i sindacati sono pronti alla mobilitazione generale.

L'incontro con il Prefetto

Il sit-in è stato anche occasione per incontrare il Prefetto e discutere sul futuro dei lavoratori del Centro di accoglienza per richiedenti asilo. "“Abbiamo ribadito al Prefetto - commenta la Cgil - l’urgenza di sospendere la gara e di vagliare il capitolato in una commissione tecnica ad hoc formata da istituzioni, parti datoriali e sindacati. Certo è che non possiamo in nessun modo accettare le condizioni attuali: vogliamo risposte immediate e concrete, che conferiscano tranquillità ai lavoratori del CARA, nel pieno rispetto dei loro diritti acquisiti e della loro dignità". Il Prefetto ha accolto le istanze dei sindacati, impegnandosi a richiedere tempestivamente chiarimenti al Ministero competente.

"Tuttavia - proseguono dal sindacato -, pur prendendo atto della disponibilità del Prefetto e coscienti che la scadenza è davvero ravvicinata, non fermeremo la nostra attività sindacale e di protesta fino a che la gara d’appalto non verrà sospesa e finché non otterremo garanzie certe per i lavoratori”.

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